Archive for gennaio 2011

Una canzone per riflettere !

31/01/2011

Per dire NO alla VIVISEZIONE il bravissimo amico Stefano ha scritto e musicato questa canzone, il video l'ho creato io con immagine dal web alcune mi hanno scosso e fatto venire le lacrime agli occhi, ho scelto quelle meno cruenti, ma l'importante è il messaggio che vuole dare il gruppo degli ANIMAL SHELTER con questa canzone! Quindi rispettiamo gli animali e diciamo NO alla violenza su di loro, in qualsiasi modo avvenga !

se non visioni bene il video vai direttamente al sito di Stefano o visiona da qui 

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Canile lager di Ussita (MC)

28/01/2011

E’ andato in onda nei giorni scorsi il servizio girato da Striscia la Notizia nell’oramai famigerato canile lager di Ussita. Immagini forti che hanno documentato inequivocabilmente le condizioni in cui vivono non solo i cani, ma tutte le bestie che si trovano in quei capannoni.
All’indomani del servizio, sono state numerose le lettere e le mail di protesta inviate alle istituzioni e agli organi di stampa per porre fine a questa situazione che, come noto, si trascina ormai da diverso tempo.
Già nel marzo 2010, infatti, Striscia la Notizia mandò in onda un primo servizio con immagini molto eloquenti.
La troupe di Striscia era arrivata a Ussita lo scorso 20 gennaio e successivamente erano intervenute anche le forze dell’ordine.
I carabinieri della Compagnia di Camerino, il nucleo di polizia giudiziaria, i veterinari dell’Asur 10 e la polizia municipale erano giunti a Casali di Ussita per notificare all’allevatore l’ordinanza della Procura della Repubblica con cui veniva disposto il sequestro dei cani in soprannumero che venivano tenuti in spazi angusti.

fonte: http://www.cronachemaceratesi.it/

Il nostro blog okanimali aveva già scritto di questa triste ed allarmante situazione in questo post dello scorso anno. 

Aggiornamento del 04.02 : c'è una petizione on line: andate QUI per sottoscriverla!
 

Salviamo le api !

19/01/2011

In silenzio e in tutto il mondo, miliardi di api stanno morendo, mettendo in pericolo le nostre coltivazioni e cibo. Ma un divieto globale di un gruppo di pesticidi potrebbe salvare le api dall'estinzione.
Quattro paesi europei hanno cominciato a vietare questi veleni, e alcune popolazioni di api si stanno riprendendo. Ma le industrie chimiche stanno facendo pesanti pressioni per mantenere i pesticidi killer sul mercato.
Un appello globale ora negli Stati Uniti e nell'Unione europea, dove il dibattito sta per arrivare al punto di ebollizione, potrebbe innestare una messa al bando totale e la reazione a catena in tutto il mondo.
Costruiamo un gigante ronzio globale per chiedere che questi prodotti chimici pericolosissimi siano messi fuori legge negli USA e nell'UE finché e qualora sia certificata la loro sicurezza.

Firma la petizione per salvare le api e le nostre coltivazioni e inoltrala a tutti  https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl

Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un terzo delle scorte alimentari in molti paesi. Senza un'azione immediata per salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone.
Negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino globale: alcune specie di api sono ora estinte e altre arrivano solo al 4% del loro numero precedente. Gli scienziati si stanno arrovellando per trovare le risposte.
Alcuni studi ritengono che il declino sia dovuto alla combinazione di alcuni fattori, incluse malattie, la perdita dell'habitat naturale e prodotti chimici tossici. Ma una nuova ricerca indipendente di primo piano ha prodotto dati incontrovertibili che danno la colpa ai pesticidi neonicotinoidi. Francia, Italia, Slovenia e Germania, paesi in cui è basato il suo più grande produttore Bayer, hanno vietato uno di questi killer delle api. Ma Bayer continua a esportare il suo veleno in tutto il mondo.
La questione sta per raggiungere il punto di ebollizione, visto che importanti nuovi studi confermano la portata del problema. Se riusciremo a convincere i decisori europei e statunitensi ad agire, altri li seguiranno. Non sarà facile. Un documento trapelato dimostra che l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente era a conoscenza dei pericoli del pesticida, ma che li ha ignorati. Il documento dice che il prodotto "altamente tossico" della Bayer comporta "un grave rischio per insetti fuori bersaglio [api da miele]".
Dobbiamo far sentire le nostre voci per contrastare la forte influenza esercitata da Bayer sui decisori pubblici e sugli scienziati, sia negli Stati Uniti che nell'Unione europea, dove finanzia gli studi e siede negli organi decisionali. I veri esperti – gli apicoltori e gli agricoltori – vogliono il divieto di questi pesticidi finché e qualora non avremo studi dimostrati e indipendenti che dimostrano che siamo al sicuro. Aiutiamoli ora.
Non possiamo più permetterci di lasciare la nostra delicata catena alimentare nelle mani della ricerca diretta dall'industria chimica e dai regolatori che sono sul loro libro paga. Con il divieto di questi pesticidi saremo più vicini a un mondo sicuro per noi stessi e e per le altre specie di cui abbiamo cura e che dipendono da noi.
Con speranza, Alex, Alice, Iain, David e tutto il resto del team di Avaaz.

46ma Expo Internazionale canina di Milano

19/01/2011

ke caldo kim!Gli appassionati di cani non possono perdere la 46ma Expo Internazionale canina di Milano.
Nel weekend alla Fiera Milano-Rho, arriveranno qualcosa come 4000 esemplari a quattrozampe.
Dai bassotti ai boxer, dagli alani ai chihuahua, tutte le tipologie di Fido sono ben accolte.
Ai giudici, il compito di decretare il miglior di ciascun ring, per arrivare alla finalissima, nel quale i cani più belli si contenderanno il titolo di Best in Show.
Appuntamento ai padiglioni 22-24, il pubblico potrà entrare dalle 9.00 alle 17.00 al costo di 10 Eu, i bambini fino ai 12 anni entrano gratis.
Info allo 02 76008814.

Il circo con gli animali è veramente divertente?

15/01/2011

E' naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle sole zampe posteriori? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo elemento? Obiettivamente, crediamo di NO! Invece, evidentemente, i circensi trovano che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali.

Almeno, così affermano quando li si accusa di maltrattare gli animali. La loro esplicita ipocrisia nel negare gli evidenti maltrattamenti e prevaricazioni nei confronti degli animali che tengono prigionieri, non impedisce a chi è un minimo sensibile di vedere la cruda realtà, dietro una facciata di lustrini e divertimento. Per stravolgere completamente l'istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe ad un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti), per fa "sorridere" un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l'esercizio.

La stessa circense Liana Orfei sostiene che "la tigre è pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca. La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è leale (…). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente." E ancora, la signora Orfei afferma che le foche "possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po' di pesce ottieni quello che vuoi". Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, continua la signora Orfei: "… poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su."

Tutto questo dopo che l'animale è stato allontanato dal suo ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo sconosciuto e ostile. A parte gli "spettacoli" e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo e al freddo. Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in condizioni durissime ed estenuanti per gli animali.

Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.

Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali: gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du soleil", i francesi "Les Colporteurs", gli americani "Minimus", "Nuage", "Hiccup" e molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti. Questa è la direzione da seguire, l'unica civile.

fonte: http://www.agireora.org/circhi

Moria di uccelli a Faenza e Modena, dopo Usa e Svezia .

10/01/2011

Ancora una moria di tortore, dopo quella nel Ravennate, è avvenuta a San Cesario (Modena).
Per il terzo giorno consecutivo, infatti, un residente ha trovato in giardino 12 volatili morti.
Saputo della moria di volatili a Faenza, dove sono morte centinaia di tortore, l'uomo ha chiamato i servizi veterinari. Personale del centro fauna selvatica di Modena, quindi, sia sabato sia domenica ha recuperato le tortore morte e le ha portate all'istituto zooprofilattico di Modena dove oggi sono state analizzate.
Da capire perchè a San Cesario la moria di volatili sia avvenuta solo nel giardino segnalato e sotto un solo albero.
E Luciano Rosi, capogruppo Pdl per il comune di San Cesario, ha annunciato che presenterà un'interrogazione in consiglio comunale: "Chiederemo al sindaco di fare accelerare l'indagine, rendendo pubblici i risultati delle analisi.
È importante tranquillizzare la gente e soprattutto gli agricoltori, senza scartare alcuna ipotesi di natura virale, emorragica o da influenza aviaria, ma anche andando alla ricerca degli eventuali elementi chimici responsabili della moria". 
Quasi quattrocento tortore morte erano state già rinvenute giorni prima invece in una strada della provincia di Faenza. Una notizia che incuriosisce alla luce di episodi simili che si sono verificati ad inizio anno negli Stati Uniti, nell'Arkansas (Beebee) in Svezia e che sono stati associati ad alcuni segni citati nell'Apocalisse.
La notte di San Silvestro oltre 5000 uccelli erano caduti a terra, tra le vie di una cittadina al sud degli States e pare che i volatili possano essere morti di paura. Una scena raccapricciante, degna delle scene della fine del mondo. Su due chilometri della piccola località con 5.000 abitanti, le vie erano ricoperte di cadaveri di merli dalle ali rosse, molti agonizzanti.
Si tratta della specie, riconoscibili dalle loro macchie rosse alla base delle ali e di passeri. Un responsabile dei servizi veterinari dello Stato, George Badley, aveva spiegato che questa ecatombe potrebbe certamente essere attribuita ad uno spavento. “Sono quasi sicuro che la loro morte sia stata causata da un trauma”, aveva dichiarato.
Pochi giorni dopo, a 200 chilometri da Beebe, la moria ha interessato anche 100.000 pesci tamburo, rinvenuti agonizzanti sulla superficie del fiume Arkansas.
Le autorità hanno garantito che questa moria di pesci e l'incidente di Beebe sono due eventi distinti.

da: http://affaritaliani.libero.it/green/

(SPAGNA): PROCESSO 24/01/2011 AI DUE ITALIANI CHE DENUNCIARONO L’OMICIDIO DEI LORO TRE CANI IN UNA RES.PRIVATA.

07/01/2011


Holly,Vito e Maggie vivi…

Tutto ebbe inizio il 13 settembre 2007, quando due italiani, Jo Fiori e Simone Righi, lasciano i loro tre cani, Holly, Vito e Maggie presso una pensione per animali privata, a pagamento e Associazione Animalista di Puerto Real (Cadice, Spagna).
Il soggiorno di quattro giorni, fu concordato con il veterinario della struttura, Roberto Alfredo Parodi. Il 17 settembre 2007, alle ore 8.30 del mattino, come da accordi, andarono a prendere i cani, ma non c’erano più, erano stai uccisi.
Sconvolti, pretesero vedere il cadavere di Holly, preso da un congelatore, impilato sopra ad altri cadaveri e sbattuto sopra un tavolo di alluminio, videro altri cani morti per terra, il forno crematorio, dove gli altri due cani, Vito e Maggie erano già stati bruciati. Il veterinario e l’operaio presenti fuggirono come lepri, tutti i cani nelle gabbie abbaiavano disperatamente.
Rimasti soli dentro la struttura, chiamarono immediatamente le forze dell’ordine. Arrivarono la Policia Nacional , la Guardia Civil , l’Unità Zoofila della Guardia Civil, il Seprona e scoprirono che la residenza era da tempo sotto indagine per maltrattamento animale e per la forma illegale utilizzata per sacrificare gli animali.
Jo e Simone hanno denunciato i responsabili della struttura per "Omicidio Volontario Continuato" dei tre cani di proprietà, con Passaporto Internazionale e iscrizione all’anagrafe canina, membri della famiglia, per "Falsa Testimonianza" e "Falsa Documentazione". Nonostante le tante denunce fatte precedentemente, il canile lager rimaneva aperto e convenzionato con una quindicina di Comuni per la raccolta dei randagi, soppressi per legge, dopo dieci giorni dall’entrata nel canile.
L’autopsia su Holly rivelò la presenza di un potente paralizzante muscolare, farmaco illegale per l’eutanasia, che garantisce all’animale una morte lenta, per soffocamento, cosciente e agonizzante sino all’ultimo respiro. La prova schiacciante che mancava da sempre e permise la chiusura del canile, oltre all’imputazione di cinque persone, chiamate a rispondere nel primo processo per omicidio animale che vede imputato il proprietario di canile privato. Procedimento Penale pionieristico in terra Iberica.
Venti giorni dopo la morte dei cani, il 07 ottobre 2007, i due italiani decidono di partecipare a Cadice alla manifestazione animalista per la chiusura del canile (verrà chiuso a novembre 2007). L’affluenza fu alta, circa 2.000 persone parteciparono, urlavano la loro indignazione lo sprezzo per la giunta di Cadice, convenzionata con il canile lager.
Teofila Martinez Saoz, Sindaca di Cadice, Senatrice del PP e Primo Cittadino della città da oltre quindici anni, partecipava alla Messa celebrativa della Patrona della città, accompagnata dalla Giunta Comunale. I manifestanti si mossero verso la chiesa, Teofila Martinez uscì protetta dalle guardie del corpo e da un impressionante spiegamento di polizia. Passò attraverso una strada stretta, gremita di persone e se ne andò.
Jo e Simone erano appoggiati contro una parete, quando due agenti si avvicinarono e senza ragione alcuna li strattonarono, riuscendo a catturare, percuotere a sangue e arrestare Simone. La vita si capovolse in un minuto, dopo tre giorni in cella d’isolamento, il Giudice sentenziò la detenzione di Righi senza cauzione, nonostante le immagini e i video che riprendevano l’evidente aggressione della Policia Local e Policia Nacional verso i due italiani.
I capi d’accusa erano, “Intento di Attentato, resistenza a Pubblico Ufficiale e Disordine Pubblico”. Il 23 ottobre 2007, Jo fiori viene imputata con gli stessi capi d’accusa di Righi, interrogata il 31/10/2007, ma mai arrestata. Dopo due mesi di detenzione, due ricorsi, l’intervento dell’ex Console di Madrid Sergio Barbanti, del Ministro degli Esteri Franco Frattini, l’On. Marco Zacchera, Madame Brigitte Bardot, moltissime persone intervenute da tutto il mondo e il pagamento di 3.000€ di cauzione, Simone Righi fu rilasciato il 07 dicembre 2007, con obbligo di firma il quindici di ogni mese e il ritiro del passaporto.
Il 04 ottobre 2010 si apre il processo contro Simone Righi con richiesta di dieci anni di detenzione, richiesta sproporzionata e assurda, oltre a una multa in denaro, Jo Fiori, prosciolta temporaneamente dai capi d’accusa, sarà testimone di Righi al processo e teme che possano nuovamente cambiarle le carte in tavola. Vie ufficiose confermano la presenza del Governo durante il processo, Jo e Simone chiedono un impegno ufficiale poiché oggetto di un’ingiustizia e non vi sono i presupposti per una giusta sentenza.
Inspiegabile l’accanimento del Comune di Cadice, impegnato nel voler distruggere la vita di chi a suo tempo fece la cosa giusta, ovvero denunciare un mattatoio a cielo aperto camuffato da Associazione Animalista, colpevole dell’omicidio dei loro tre cani e migliaia di altri innocenti senza famiglia.
Come dice Roberto Saviano, chi denuncia diventa criminale. L’intera vicenda sembra studiata ad arte per impedire ai due italiani di partecipare al processo contro il canile dove, anche il Comune di Cadice, convenzionato per anni con il canile lager, verrà chiamato a rispondere.
L’aggressione e la detenzione di Simone Righi, l’imputazione fortemente voluta dal Comune di Cadice e poi ritirata dopo due anni a Jo Fiori, la gratuita persecuzione psicologica, i danni economici, le limitazioni lavorative, i danni d’immagine per entrambi, sono il risultato di questi tre anni infinitamente faticosi, estenuanti, vissuti sul filo d'acciaio, come i funamboli. L’avvocato Libero Mancuso, che rappresenta i due italiani in Italia, definisce "aberrante la vicenda ed esente da qualsiasi logica". Le accuse si muovono su ipotesi e mai su prove certe.
Una storia surreale, una storia che poteva capitare a chiunque, una storia di tutti.

I PROCESSO E' STATO RINVIATO AL 24 GENNAIO 2011 PER SOSPENSIONE DELLE UDIENZE DURANTE LA GIORNATA DEL 4 OTTOBRE 2010 PER PROBLEMI ORGANIZZATIVI DEL TRIBUNALE….AULE NON CONFORMI AL REGOLARE SVOLGIMENTO DELLE UDIENZE…ANCORA 3 MESI D'AGONIA….

17/09/2007 HOLLY RITROVATA MORTA IN UN CONGELATORE (una tra le tante immagini che documentano l'accaduto…)

Amici, firmate la petizione e diffondete come potete! Grazie!

PETIZIONE TRILINGUE PER LA LIBERTA' DI SIMONE RIGHI
http://www.thepetitionsite.com/1/for-simone-righi39s-freedom/