Archive for ottobre 2009

QUALCUNO LO RICONOSCE-URGENTE!!!!! RITROVATA PROPRIETARIA

29/10/2009
Guardate questa foto, una mia amica ha riconosciuto il suo cane scappato diversi anni fa!!!! l’hanno cercato ovunque (canili compresi) senza trovarlo!!!
        L’altro giorno ha visto questa foto nel mio video "vecchio randagio" ed è sicura si tratti del suo cane Pisolo!!!!
        Fate girare questa mail nella speranza che le volontarie che si occupano di lui lo riconoscano e ci contattino… se fosse ancora in canile potrebbe tornare finalmente a casa!!!!
        scrivete a :  avalon.blue@hotmail.it
        DIFFONDETE PER FAVORE GRAZIE!!!
        Glenda

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Richard Gere ed il suo amore per il cane Hachiko

27/10/2009


 

Hachiko nacque ad Odate, Giappone, nel Novembre del 1923. Era un maschio bianco di Akita inu. All’età di 2 mesi, fu adottato dal Professor Ueno del Dipartimento Agricolo dell’università di Tokyo. La casa del professore sorgeva nel distretto di Shibuya, nella città di Tokyo. Tutte le mattine il Professor Ueno Eizaburo si recava alla stazione di Shibuya accompagnato dal suo fedele amico, Hachi, detto Hachiko (vezzeggiativo). Hachiko  accompagnava il suo padrone fino alla stazione, ma, quando egli ritornava a casa alle alle ore 15:00, Hachiko era sempre là ad attenderlo. Il 21 Maggio 1925, però, Ueno fu colpito da un attacco cardiaco mentre era all’università, e morì. Hachiko, com’ era sua consuetudine, si recò alla stazione ad aspettare il suo padrone, ma le ore 15:00 passarono e il professore non si vide. Così Hachiko aspettò ed aspettò ancora. Tornò alla stessa ora, nei giorni seguenti. Presto le persone cominciarono a notare il fedele cane e la sua inutile attesa. Il capostazione di Shibuya ed altre persone che prendevano regolarmente il treno cominciarono a dargli da mangiare e a fornirgli un riparo. La notizia corse in tutto i paese, ed il suo fu riportato come un esempio di grande fedeltà ed amore. Le persone si recavano a Shibuya soltanto per vedere Hachiko, dargli da mangiare ed accarezzarlo, sperando di ottenere in cambio un po’ di fortuna. I mesi divennero anni, ed ancora Hachiko tornava alla stazione di Shibuya alle ore 15:00, anche quando era ormai vecchio e sofferente. Il 7 Marzo del 1934  quasi 10 anni dopo il suo ultimo incontro con il Professor Ueno l’Akita inu, ormai dodicenne, fu trovato morto nel solito posto fuori della stazione, dove aveva trascorso così tanto tempo ad aspettare il suo padrone. La morte di Hachiko venne riportata su tutte le prime pagine dei giornali del Giappone. Venne dichiarato un giorno di lutto, e raccolti contributi in tutto il paese per rendere memoria al cane che aveva conquistato i cuori della nazione. Lo scultore Ando Teru fu incaricato  così di creare una statua in bronzo di Hachiko. Nell’Aprile del 1934 la statua fu posizionata nel posto esatto in cui aveva aspettato per anni. Dopo pochi anni, però, il Giappone entro’ in guerra e tutti i metalli disponibili furono fusi per costruire armi. Neanche la statua di Hachiko fu risparmiata. Dopo la guerra, nel 1948, il figlio di Ando, Takeshi, scolpì un nuovo Hachiko: la statua che tutt’oggi si può vedere al di fuori della stazione di Shibuya, che siede in una nobile posa, aspettando per sempre il suo padrone. La statua, comunque, non e’ l’unico monumento di Tokyo che ricorda il chuken ("fedele cane ") Hachiko. Nel cimitero di Aoyama, infatti, e’ stato eretto un memoriale accanto alla tomba del Professor Ueno. Alcune delle ossa di Hachiko sono sepolte li’, ma di fatto, Hachiko fu imbalsamato ed ora e’ esposto nel Museo Nazionale delle Scienze a nordovest della stazione di Ueno. Ogni anno, l’ 8 Aprile, si tiene una cerimonia solenne cui partecipano centinaia di amanti dei cani che portano i loro omaggi alla lealtà ed alla devozione di Hachiko.               

 

Fonte foto: http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=1&IDmsezione=59&IDalbum=21401&tipo=FOTOGALLERY#mpos


 

L’attore Richard Gere è al Festival del cinema di Roma per
presentare «Hachiko: a dog’s story»: riadattamento americano
 di una storia vera che vide un cane, Hachiko, recarsi per
cinque anni sempre alla stessa ora alla stazione per attendere
 il suo padrone purtroppo morto.


Gere, oltre che accompagnato dalla moglie Carey Lowell,
si è presentato al photocall insieme al cane che ha "recitato"
 la parte di Hachiko.

Ringrazio Fausto per questa bella segnalazione: appena uscirà il film lo vado a vedere.

SOS per sequestro conigli: cercasi stallo

25/10/2009
Domani affronteremo un sequestro che ci impegnerà in modo massiccio sono gravissime le condizioni degli animali che andiamo a recuperare e per i quali cerchiamo stallo soprattutto in zona MILANO.
Da domani cerchiamo stallo a Milano, Bologna, Piacenza,e zone limitrofe stallo anche in gabbietta per una decina di coniglietti se ognuno ci aiuta siamo fiduciosi di riuscire a salvarli tutti per favore date massima visibilità al nostro appello la situazione è gravissima e incombente.

 Laura
 
info@aaeconigli.it <mailto:info@aaeconigli.it>
SOS. 346-3197367 dopo le 19.30

*A*ssociazione *A*nimali *E*sotici  Onlus
Sez.Conigli e Cavie
http://www.aaeconigli.it <http://www.aaeconigli.it/>
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Dedicata a tutti i volontari animalisti

18/10/2009
Ricevo questa simpatica email e la dedico a tutti gli amici volontari animalisti: grazie per tutto ciò che fate! Fioredicollina.

Chi è un volontario animalista?
 E’ una persona che all’inizio ha del tempo da dedicare a una causa benefica. All’inizio.
Poi finirà per non avere tempo neanche per se stesso:questo se sarà un bravo volontario. I volontari operano nei/dai posti più disparati.
Dai bagni degli uffici, in fila alle casse del supermercato, nelle aree di sosta in autostrada, nei camerini dei negozi. In disparte negli angolini dei posti più impensati li vedi parlare sottovoce ai loro cellulari, scartabellando nelle loro agendine.
Sono quelli che chiedono permessi velocissimi in ufficio per poi tornare magari dopo un’oretta o due , spettinati, sconvolti ma con il sorriso sulle labbra e il sedile della macchina tappezzato di peli.
Vivono in simbiosi con il loro cellulare, che vibra spesso, ma se il capo è vicino non rispondono mai.
 La loro mail è costantemente costipata da appelli. Ipersensibili, generalmente un po’ ansiosi.
 Li riconosci perché qualsiasi potrà essere l’argomento che state affrontando i loro occhi verranno rapiti da qualunque essere vivente a quattro zampe che vi passerà vicino.
Sarete sicurissimi di avere di fronte un volontario se dalla sua borsa emergerà sempre una scatola di biscottini per cani e un guinzaglio Potrete essere sicuri al 100%i se vedendo passare un cane senza collare, inizieranno a inseguirlo prima con gli occhi , poi facendovi segno di abbassare la voce per non spaventarlo e quindi in punta di piedi inizieranno a pedinarlo lasciandovi in asso.
Nel bagaglio della macchina hanno sempre del pane secco .".non si sa mai. ..magari incontro un’anatra". In casa al posto dei quadri hanno certificati di adozioni di conigli.
Quando li riconoscerete attenetevi a queste semplici regole: Non iniziate mai a parlare di animali in loro presenza oppure se lo farete, attrezzatevi con tutto il necessaire per preparare una pastiera napoletana. Almeno alla fine delle 12 ore di monologo animalista potrete gustare una giusta torta proteica.
Accettando la loro amicizia su Fb entrerete nel pericolosissimo mondo degli occhietti amabili che vi chiedono adozione e in meno di una settimana gioirete insieme ai vostri 4 nuovi cani, gatti e conigli.
Non dite mai a un volontario animalista, che FORSE prenderete un cane. Vi si attaccherà ai calcagni e potrete staccarlo solo sopprimendolo.
Altri indizi: I volontari sono sempre in bolletta e generalmente vestiti in maniera semplice. Impossibile non trovare almeno un pelo animale su giacche , sciarpe.. . Spesso spettinati ( con i soldi del parrucchiere ci pago 1 pensione a un canetto) Difficilmente liberi durante i week end perchè impegnati in preaffidi, staffette, sgambamenti e cene di beneficenza. Sono quelli che quando dicono "sai , faccio volontariato per gli animali"ricevono sguardi di finta ammirazione mista a vera commiserazione. … IL volontario lo sa.
 E’ una malattia, una forza impossibile che ti spinge a tritarti anche centinaia di chilometri alle 5 di mattina di domenica per aiutare un orecchiuto a uscire da una gabbia fetida e raggiungere una cuccia calda. Un volontario è costretto a vedere giornalmente quello che costantemente combatte: la violenza. Perchè il volontario la cerca, la legge giornalmente, la vede . La studia con il voltastomaco per poterla combattere, per farla conoscere a tutti perchè tutti la combattano . E il volontario non ci fa mai l’abitudine.
Le volontarie donne hanno un fedele alleato : il correttore per le occhiaie. E’ sondato che non hanno mai sonni tranquilli Ma un volontario animalista ,nonostante questo impietoso ritratto è sempre una persona speciale. Ha una luce propria. E’ una persona che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia , che assorbe la luce di un ‘anima pura .E’ qualcosa di magico. E di questi tempi, credetemi è una benedizione. Vogliate bene agli animali. La loro esistenza fa bella la nostra.
 E i volontari semplicemente sono schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza , sanno diffondere. Siate gentili con ognuno di loro animali e volontari.
 Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di un pò di incoraggiamento.
grazie.
Ilaria Cappato e Rossella

Dog Whisperer

15/10/2009

Cesar Millan

Premessa personale:
Da qualche tempo, si è parlato spesso di un famoso "dog trainer" messicano di nome Cesar Millan, che "addestra ed aiuta" cani con particolari problemi, da fobie ad aggressività. Ha cominciato a farsi conoscere in Italia attraverso il suo libro: "L’uomo che parla ai cani", dove raccontava anche del successo ottenuto in America soprattutto grazie al passaparola tra conoscenze influenti. Al tempo dell’acquisto del libro non conoscevo ancora l’autore, ma siccome io non mi tiro mai indietro quando nasce un nuovo libro sull’educazione e la comprensione dei cani, l’ho immediatamente reso mio. Dopo un’euforia iniziale basata su ciò che scriveva l’autore che sembrava realmente facesse miracoli soprattutto per quanto riguardava la interessantissima parte sull’aggressività, ho cominciato a pormi dei dubbi sul suo metodo di lavoro. Così ho cominciato ad interessarmi del suo metodo, anche perchè in Italia cominciava a venir riconosciuto e venerato da molti. Ho cercato testi e video su di lui su internet e così ho potuto vedere, soprattutto attraverso video in cui lui lavora con dei cani, come si approccia e come risolve i problemi dei cani. Beh, lasciatemelo dire, ma sono rimasta veramente allucinata! Nonostante abbia introdotto dei concetti basilari per l’etologia del cane e per uno sviluppo equilibrato della sua psiche nel suo libro (come ad esempio "il potere del branco" e l’esercizio fisico), Millan ha dimostrato nella pratica un approccio d’aiuto al cane che a parer mio potrebbe far molti più danni che produrre benefici. Cesar spinge cani fobici di qualcosa (ed esempio dell’auto, di un pavimento scivoloso, di una piscina, di un altro cane) direttamente verso la fonte della paura e nel caso dimostri aggressività attua dei particolari "tocchi" con la punta delle dita soprattutto alla gola del cane. L’attrezzo più utilizzato in questa tecnica è l’uso di un collare a strozzo, spesso addirittura di nylon, che prontamente lui posiziona esattamente dietro le orecchie del cane e quindi proprio sulla gola (questo modo di lavoro veniva utilizzato soprattutto nella vecchia scuola d’addestramento, quando ancora era in voga la coercizione e la sottomissione forzata del cane). Questo induce il cane ad una sensazione sgradevolissima e di soffocamento che impone, proprio per non morire, al cane di non muoversi o ribellarsi (definita sottomissione da Cesar stesso). Provate a posizionarlo nella stessa posizione su voi stessi e poi ditemi cosa ne pensate, per cortesia.
Proprio in questi giorni è approdata in tv la sua famosa serie con cui si è reso famoso in America intitolata "Dog Whisperer". Per fortuna nel giro di poche settimane è intervenuta l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani per chiedere la sospensione di questo programma, in quanto (cito testuali parole) "ritenuto contro i  principi del corretto rapporto uomo animale".
So che Millan ha una bella schiera di discepoli che non si attarderanno a farsi sentire dopo queste mie parole. Da amante dei cani, non potevo fare a meno di dire una mia opinione strettamente personale. Chiedo a tutti quelli che lo conoscono, con cui in comune abbiamo sicuramente l’amore per i cani, di estraniarsi un minuto dalla sua fama e guardare obiettivamente i video di Millan soffermandosi sull’espressione del cane.. chiedendosi se tutta quella manipolazione e forza fisica esercitata sul cane e quindi tutto quello stress poteva essere evitato.. guardando la cosa unicamente dal punto di vista del cane.. se a noi farebbe piacere essere spinti verso ciò che ci fa paura o essere "toccati" a quel modo. Se farete come vi ho consigliato, sono certa che vi si accenderà una lampadina e riuscirete a guardare il suo metodo con maggiore obiettività, senza lasciarvi fuorviare dalle sue gran belle parole.
Alessandra (°Aleti°)

 


 


LA VETERINARIA DISAPPROVA IL METODO MILLAN
L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani chiede la sospensione del programma Dog Whisperer in onda sul canale Sky NatGeo Wild, in quanto diseducativo e contrario ai principi del corretto rapporto uomo animale.

I metodi del famoso addestratore di cani, Cesar Millan, in onda da alcuni giorni in Italia, non sono riconosciuti dalla comunità scientifica veterinaria che disapprova le tecniche coercitive e punitive messe in atto dal dog trainer. Mentre in Italia si afferma il principio dell’educazione al corretto rapporto uomo-animale, con la mediazione sociale del medico veterinario, la TV satellitare manda in onda trasmissioni che vanificano gli sforzi fatti dalla veterinaria e dalle autorità nazionali.

L’Associazione chiede anche l’intervento del Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini per il messaggio diseducativo sulla gestione dell’aggressività del cane, contrario alle indicazioni delle recenti ordinanze ministeriali. Nelle trasmissioni si assiste solo alla performance di questa star dei reality show, come se il cane fosse una macchina da domare e nella quale il proprietario non ha nessun ruolo relazionale. Negare l’esistenza della cognizione animale ed utilizzare un metodo basato sulla punizione positiva (forza fisica) nega tutto ciò che negli ultimi anni è stato fatto dalla Medicina Veterinaria Italiana e dal Ministero della Salute.

"Il metodo impiegato – osservano i medici veterinari della SISCA (Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate) – è tutt’altro che delicato come il titolo del programma lascia intendere, e prevede l’impiego di collari a strozzo metallici e di guinzagli di nylon utilizzati come un collare a strozzo. Ciò che più colpisce è il metodo della sottomissione applicato da Millan su pazienti aggressivi: il cane (in due video l’età del cane appare avanzata), con la museruola, era costretto a stendersi sul fianco grazie alla pressione esercitata dall’addestratore. Il paziente era bardato con il guinzaglio (applicato a strozzo al collo ed al gancio della pettorina), ansimava, biascicava, presentava tremori, tachipnea, midriasi, aumento della salivazione e la lingua assumeva una colorazione bluastra durante la pratica. Inoltre, per far apprendere ad un cane a nuotare, l’addestratore lo ha trascinato (lentamente) dentro una piscina dapprima sostenendolo, poi tenendolo tra le braccia pancia all’aria ed in seguito abbandonandolo per uscirne rapidamente".

I medici veterinari comportamentalisti italiani concordano con le critiche già avanzate dai colleghi statunitensi dell’American College of Veterinary Behaviorists (ACVB), American Society of Animal Veterinary Behavior (AVSAB) e la Society of Veterinary Behavior Technicians (SVBT): la medicina comportamentale veterinaria ha fatto costanti sforzi per progredire in professionalità, raffinatezza tecnica e standard di benessere animale. Con Millan si compie un grosso passo indietro.
Da:
http://www.anmvioggi.it/10262/12-10-09/la-veterinaria-disapprova-il-metodo-millan

Millan al lavoro:

Esauriti i biglietti per i cani di Calarasi!

07/10/2009

E’ bastato un mese di tempo per trovare i donatori che regalassero un biglietto aereo ai 270 cani del rifugio di Calarasi. Un risultato aldilà di ogni nostra previsione, uno straordinario incoraggiamento per il team di STD che in questo periodo si sta confrontando con questa drammatica chiusura. Sono circa 50 i cagnolini di Calarasi che finora hanno lasciato la Romania e saranno più o meno altrettanti quelli che partiranno ogni mese fino alla fine dell’anno: si tratta del numero massimo consentito dal numero di voli aerei disponibili e dalle condizioni di trasporto imposte dalle compagnie aeree. Probabilmente sarà necessario rimandare la chiusura del canile a fine novembre, in modo da trasferire e Medgidia e Cernavoda solo un piccolo numero di cani in attesa di partire, ma di questo potremo darvi una conferma solo a fine ottobre, quando la pianificazione dei voli sarà più chiara. Una ventina di cagnolini è inoltre partita per il nord Europa, mentre alcuni quadrupedi sono già stati spostati a Medgidia per favorirne la socializzazione. Ricordiamo ai nostri generosi sostenitori che oltre al biglietto aereo del cane, STD sostiene i costi per il volontario che vola in giornata a Bucarest e per la preparazione dei cagnolini dal punto di vista sanitario (vaccini e sverminazione) e legale (passaporti e microchip). Chiunque volesse contribuire a coprire anche queste spese può farlo indicando nella causale della donazione “emergenza Calarasi” o donarci le miglia Alitalia. Grazie di cuore a tutti coloro che insieme a noi stanno affrontando la delicata chiusura di questo progetto.

http://www.savethedogs.eu/

NO ALL’OSCAR INSANGUINATO

05/10/2009

 
L’Enpa lancia una campagna internazionale per boicottare la candidatura all’oscar del film di Tornatore “Baaria”.

L’uccisione gratuita del bovino all’interno del film lo rende disgustosamente inadatto a ricevere il premio.

Tornatore sceglie di compiere all’estero, dove rimane impunito, un atto illegale in Italia dove il maltrattamento e l’uccisione sono punibili per legge.

Baaria non rappresenta il nostro paese e la sensibilita’ degli italiani.

Non merita un riconoscimento prestigioso come l’oscar.

Animali esotici spediti in pacco!

04/10/2009

Da ‘striscia la notizia’ questo video allucinante!
Guardate e diffondete!

Se siete a conoscenza di simili episodi denunciate!
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_10_stop1.flv

L’ultima corrida a Barcellona

02/10/2009

A fine mese il parlamento catalano proibirà i festejos taurini. Hanno vinto gli animalisti che hanno raccolto 180 mila firme

BARCELLONA – In prima pagina, il conservatore ABC titola malinconicamente: "L’ultimo trionfo de José Tomás a Barcellona". Perché, ancora una volta, il più grande matador vivente è uscito dall’arena a hombros, vale a dire sulle spalle dei suoi tifosi. Era l’ultima corrida della stagione. Ma in Catalogna – forse – anche l’ultima della storia. A fine mese il parlamento autonomo deciderà se proibirle. "E se non lo farà, in molti non la prenderanno bene" ci dice Jennifer Berengueras della Piattaforma Prou (Basta, in catalano). "All’80 per cento l’opinione pubblica è con noi". Per finirla con i festejos taurini, l’associazione ha raccolto oltre 180 mila firme. Con l’appoggio di un’ottantina di municipi abolizionisti, in tutta la Spagna.

Animalismo a parte, nella Catalogna irsutamente nazionalista la corrida è da tempo percepita, o fatta passare, come simbolo della colonizzazione culturale spagnola. Aggiungeteci che tra meno di un anno si vota per le regionali, e – stimata al 30-35 per cento – la galassia catalanista arroventa i suoi slogan. Con la crisi economica, ha buon gioco.

Detto questo, l’eventuale proibizione delle adunate taurine cadrebbe in un momento paradossale. Perché, sì, le corride saranno pure sempre più contestate ma non se ne sono mai fatte tante: circa 2500 l’anno. Vuol dire che la gente ci va. Anche perché oggi, al centro della plaza, c’è il fenomeno José Tomás, 34 anni, da Madrid: il torero del secolo. Il ragazzo che è tornato a riempire le arene. L’altra sera, ha ipnotizzato i ventimila della Monumental dando fondo a tutti i pezzi forti del suo repertorio. Uno stile di statuario classicismo. Fatto di chicuelinas (gli eleganti passaggi con la cappa che devono il nome al loro inventore, il matador Chicuelo) e di manoletinas (quelli rischiosissimi con la muleta dietro la schiena, introdotti da Manolete, che, non per niente, è l’idolo dichiarato di Tomás).

El monje, il monaco – come l’hanno soprannominato per via dell’ascetica dedizione alla sua arte – ha un rapporto tutto speciale con Barcellona, la città che potrebbe decidere l’eutanasia della fiesta. È proprio qui che, nel 2007, José Tomás ha voluto fare la sua rentrée (trionfale, c’è da dirlo?) dopo alcuni anni di misterioso ritiro dalle scene.

Da allora, è qui che apre e chiude la stagione estiva delle sue esibizioni. In più s’è scelto un catalano come nuovo apoderado, diremmo agente. E – come se non bastasse – alla fine d’ogni corrida barcellonese se va dall’arena impugnando la senyera, la bandiera giallorossa della Catalunya.

Più chiara di così non potrebbe essere la sua sfida, silenziosa e tutta simbolica, a quelli che vorrebbero spegnere la fiesta. È come se il matador dicesse loro che nella bella e tollerante Catalogna dei diritti anche la corrida ha diritto a sopravvivere. Sì, ma vallo a raccontare ai tori, dicono gli altri.

I sold out di Tomás a Barcellona fanno imbestialire i militanti antitaurini. Però, pur esaltandoli, non risollevano il morale dei pro-corrida catalani. Che da tempo consumano la loro passione in forma sempre più mogia, carbonara, fatalistica: sentono che la fine dello spettacolo s’avvicina.

"A Barcellona, i pochi aficionados rimasti vivono in una situazione di clandestinità terminale" scrive nell’ultimo bellissimo libro "Liturgia del dolor", Javier Villán, critico taurino tra i più raffinati, iconoclasti e urticanti: "La colpa della decadenza della corrida a Barcellona non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L’arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco". Sarà. Ma l’altra sera José Tomás è uscito dalla Puerta Grande in un’apoteosi. La folla urlava "Torero! Torero!". E nel delirio non si sentiva parlare svedese.

fonte: http://www.repubblica.it/

Cani e gatti, sempre di più oltre i 15 anni

01/10/2009

Corriere della Sera.it
Dal nostro corrispondente ALESSANDRA FARKASNEW YORK — Quando il mese scorso la graziosa Chanel è morta a New York, all’età di 21 anni, il Guinness dei primati l’ha su­bito immortalata tra le sue pa­gine come «il cane più vecchio del mondo». Ma a strapparle il primato, e i riflettori dei media mondiali, ci sta già pensando Max, un mix terrier della Loui­siana, vivo e vegeto Leggi ancora