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17 febbraio: festa del gatto

17/02/2012

Il 17 Febbraio è il giorno dell’anno dedicato al più infedele degli animaletti da compagnia, il gatto. La giornata venne introdotta nel 1990 da un referendum proposto ai lettori della rivista “Tuttogatto”. La giornalista ideatrice dell’iniziativa, Claudia Angeletti, chiese appunto ai lettori di indicare il giorno più consono da dedicare alla festa dei mici, e la risposta scelta fu appunto il 17 di Febbraio. Ecco le motivazioni : Febbraio dal punto di vista zodiacale è legato al segno dell’acquario, il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo; caratteristiche tipiche dei gatti! Nel nord Europa il numero 17 ha un valore benefico, che significa anche “Vivere una vita sette volte” Se si scrive in numeri romani “XVII” e si fa l’anagramma si ottiene “VIXI” , parola latina che significa “HO VISSUTO”; e chi più di un gatto, titolare di 7 vite, può dire di aver vissuto? Nel territorio le iniziative per festeggiare i felini crescono di anno in anno: mostre, fiere, mercatini, spettacoli, vengono promossi da città, associazioni ed enti al fine di festeggiare e sancire ancor di più l’amore che molti nutrono per il gatto. Al di la del valore commerciale e speculativo di molte iniziative, è giusto dedicare una giornata ai felini, cercando magari di riflettere e impegnarsi a proteggere un animale che spesso subisce maltrattamenti o viene abbandonato dall’uomo stesso.

fonte: http://www.gattopoli.it/news/

 

La sorella di Tremonti: «Uccidiamo i cani randagi»

09/02/2011

Animalisti contro Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze: in una richiesta di informazioni al Comune di Cantù (Como), dove è consigliere comunale di minoranza, si è lamentata dei costi sostenuti per la gestione del canile consortile, proponendo una soluzione drastica: «si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare».

La consigliera e sorella del ministro si riferisce al canile di Mariano Comense: per gestirlo Cantù contribuisce con 50 centesimi all'anno per residente, pari a 18 mila euro. Angiola Tremonti così si è pronunciata e così ha riportato il quotidiano La Provincia. Scatenando la reazione dei gestori del canile, che hanno parlato di «idea paranazista». E oggi a Cantù le hanno replicato con veemenza animalisti e associazioni di protezione animali, oltre che un fioccare di commenti poco lusinghieri sui siti internet, mentre al canile di Mariano Comense sulle gabbie dei cani potenzialmente 'abbattibili' è comparso un cartello con scritto: «Tremonti: io voglio vivere».

La diretta interessata non ha fatto retromarcia: «Non possiamo uccidere tranquillamente i polli da mangiare e scandalizzarci per i randagi da sopprimere, che portano malattie».

fonte: http://www.unita.it/

grazie a Gemisto per la segnalazione

Amici, ci sono anche storie belle al mondo per fortuna….se avete tempo vi rimando al post sopra

17 febbraio: festa del gatto!

16/02/2010
catA scegliere la Festa internazionale del Gatto sono state, nei primi anni 90, le associazioni animaliste.
Fissata a febbraio xchè è il mese dominato da Urano, il pianeta degli spiriti indipendenti, del genio e della sregolatezza, come l’indole del gatto. E poi è il mese dell’Acquario, segno zodiacale di chi è libero, intuitivo e anticonformista. Proprio come solo il gatto sa essere.
La spiegazione del giorno 17 è molto più complicata. L’anagramma di questo numero, a caratteri romani, dà "vixi" E solo il gatto, che ha 7 (o nove) vite può dire, da vivo, "ho vissuto". Altra tesi meno enigmistica: il 17 è un numero scaramantico, si può leggere anche 1 e 7, ossia una vita per sette volte, proprio come le sette vite del gatto, nella sua tipica tradizione popolare.
Secondo un’antica leggenda la nascita del gatto e del suo eterno nemico, il topo, risale ai tempi dell’arca di Noè, in pieno diluvio. In pratica, il patriarca della Bibbia si accorse che i topi minacciavano la dispensa e chiese aiuto al forte e saggio leone. Questi sbuffò, scosse con vigore la sua folta criniera e fece uscire dalle sue narici 2 gatti, maschio e femmina, che risolsero il problema in un baleno. Le prime notizie del gatto domestico risalgono agli Egizi (e va beh, questo lo sapevo anch’io) che gli attribuirono poteri sacri. Fu onorato anche da arabi e cinesi, mentre greci e romani non lo apprezzavano affatto, nel Medioevo poi subì delle vere e proprie persecuzioni. Il gatto è sempre stato legato alla magia, alla superstizione e alla fortuna.
 Per quanto rguarda i gatti neri altro che porta sfortuna! Proteggono dagli spiriti malvagi, almeno stando alle credenze sicule (? boh!) Ecco perchè in Sicilia molti li tengono in casa, proferendo la magica e prodigiosa formula "gatto nero, amico vero!"…

Grazie Mary per questa interessante notizia! (e per la bella foto scattata da tua figlia)

L’Alimentazione dei pesci: come fare durante i viaggi?

07/02/2010

Quando si parte per dei viaggi… chi si occuperà dell’alimentazione dei pesci? E’ un bel problema che si presenta puntualmente durante le ferie o durante i periodi di permanenza prolungati fuori casa.

Se si tratta di lasciare i pesci a digiuno per un paio di giorni non c’è alcun problema, soprattutto per i pesci rossi, infatti, un breve periodo di digiuno può essere solo salutare, vista la loro digestione piuttosto lenta.

Per assenze più lunghe di due giorni, invece, bisogna trovare una soluzione per l’alimentazione dei propri pesci.

In commercio vi sono diverse mangiatoie elettriche, facilmente programmabili all’orario dei pasti (molti acquari di alto livello la hanno anche in dotazione tra gli accessori di base), che sono certamente indispensabili per chi manca spesso da casa o per chi ha poco tempo da dedicare alla gestione dell’acquario.

Per chi invece raramente manca da casa per periodi lunghi, vi sono delle soluzioni comunque efficaci e più economiche, ovvero mangimi in pastiglie che si depositano sul fondo e rilasciano gradualmente delle scaglie per nutrire i pesci.

In commercio ci sono davvero tantissimi mangimi di questo tipo a costi molto contenuti, e ve ne sono anche alcuni specifici per pesci rossi.

(Ringrazio un commentatore anonimo che mi ha segnalato questo interessante articolo: questo e molto altro sui pesci rossi lo trovate QUI)

Ho trovato un gattino, cosa faccio?

11/01/2010

Può capitare a tutti mentre si passeggia sul ciglio della strada o magari passando vicino ad un cassonetto, di udire un piccolissimo lamento e di trovare uno o più micini piccolissimi, magari appena nati e senza la madre. Alcune volte, soprattutto se il micino miagola a squarciagola, è consigliabile non toccarli, allontanarsi e controllarli per vedere se la madre torna dai suoi piccoli.
Spesso però, sono semplicemente stati abbandonati dal proprietario della gatta che, crudelmente, ha deciso di buttare via la cucciolata come della spazzatura.. magari anche dentro ad un sacchetto. Altre volte invece è stata la gatta stessa, che avendo poco latte o se viene disturbata è costretta a sacrificare uno o più piccoli, talvolta per essere sicura di salvare gli altri.
Ma a questo punto, noi cosa possiamo fare?
Possiamo cercare di salvare il gattino, prima di tutto, sapendo comunque che la mortalità nei gatti è tanto maggiore quanto più piccolo è il gattino e che ogni giorno guadagnato è un’aumento della speranza di salvarlo. Possiamo considerarlo fuori pericolo di vita se supera i 45/60 giorni.
Se è possibile, la prima cosa da fare sarà quella di farlo controllare da un veterinario in modo che ci possa dire se il micio ha problemi di salute e magari di farci fare una stima approssimativa di quante probabilità ha di salvarsi (meno ne ha, maggiori dovranno essere le nostre cure e attenzioni).
Per quanto riguarda l’alimentazione, è consigliabile cercare di nutrire il micino con del latte in polvere (ne esistono diversi in commercio creati appositamente per i gattini piccoli) da somministrare con il biberon che però deve avere un foro piccolissimo per fare uscire il latte, in quanto se si dà troppo latte in una sola volta è probabile che questo gli vada di traverso, e quindi che entri nei polmoni fino ad uscirgli dal naso. Se questo dovesse avvenire le probabilità di vita del gattino si riducono ulteriormente, perchè poi il latte nei polmoni si secca e può causargli una polmonite.
Per evitare questo problema è consigliabile, come già detto, un biberon con un buchino piccolissimo o altrimenti una siringa per insulina (senza ago, ovviamente!!!) perchè è quella col foro più piccolo all’estremità e che quindi fa uscire una goccia di latte per volta.
Ma se il gattino lo troviamo la sera o di notte e non abbiamo a disposizione del latte in polvere?
Niente paura! Possiamo temporeggiare benissimo fino al giorno dopo dando al nostro micino il nostro latte intero, con un pochino di burro dentro o altrimenti della panna da cucina. Il tutto va servito tiepido, non troppo freddo nè troppo caldo. Per sentire la temperatura mettetevi qualche goccia sul polso come si farebbe per i bambini.
Il gattino deve essere nutrito poco per volta ma ogni ora, se potete, o comunque il più spesso possibile.
Altra cosa fondamentale quando si trova un gattino appena nato è quella di tenerlo al caldo. Anche se siamo in estate è importante coprirlo con dei panni.. e posizioniamolo sopra la borsa dell’acqua calda (deve essere molto calda ma non bollente, e l’acqua deve essere cambiata spesso in modo che non si raffreddi mai del tutto) o ancor meglio sopra a un cuscino termico (come questo:  http://www.rehatec.ch/it/produkte/warmup/).
Il calore per i gattini è molto importante per la sopravvivenza perchè in natura i primi giorni di vita i mici se la passano sotto la pancia della mamma e successivamente si scaldano attraverso il contatto con i fratellini.
Un’altra cosa importantissima è quella di aiutare il micino per fare i bisogni. Infatti tutti i cuccioli una volta che hanno mangiato dovrebbero fare quantomeno la pipì. Per aiutare il gattino dobbiamo agire come farebbe mamma gatta, la quale dopo il pasto lecca il pancino e i genitali dei piccoli.
Agiremo i questo modo: prenderemo una salviettina o un panno sottile, lo inumidiremo in modo che diventi tiepidino, ce lo appoggeremo sopra alla mano e faremo quindi un lieve massaggio al pancino e ai genitali del gattino. Questo lo aiuterà a espellere ciò che ha appena mangiato, aiutandolo nella digestione.
L’ultima cosa da sapere è come lasciare la notte il gattino. Di notte è consigliabile mettere il micino dentro uno scatolone, sopra il cuscino termico e coperto da varie coperte (d’inverno le coperte devono essere molto calde meglio se di lana). Vicino a lui metteremo un peluche e un’orologio.. questo permetterà al piccolo di addormentarsi più serenamente, in quanto peluche e orologio hanno la funzione di rappresentare la sua mamma. Questi comportamenti vedrete che saranno apprezzati anche da micini un pelo più grandi, i quali sicuramente si addormenteranno abbracciando il peluche.

Boretto: cavallo destinato al macello vince gara di trotto

10/01/2010
BORETTO (Reggio Emilia).
Era un cavallo ormai destinato a morte certa, ma l’intuito e l’abilità di Miller Zanichelli, gentleman driver per passione, lo hanno salvato, portandolo addirittura alla vittoria di un importante trofeo benefico.
Questa storia ha per protagonista un cavallo che si chiama Isler Cibar, un castrone (nel gergo ippico indica un cavallo castrato) che dal suo vecchio proprietario era già stato venduto a un macellaio.
Da un anno e mezzo non vinceva più una gara e aveva qualche problema di deambulazione. Il destino ha voluto che il suo proprietario incontrasse poi l’a mico Miller Zanichelli, guidatore borettese che, rimasto colpito dal cavallo, ha deciso di salvarlo e tentare di curarlo.
«Isler Cibar doveva essere macellato – spiega Zanichelli – ma non mi sono voluto rassegnare a questa idea, perché mi sembrava un cavallo ancora in buono stato. Allora, sono riuscito a trovare un accordo: al suo padrone, appassionato di motori, ho regalato una mia vecchia moto da cross, e lui mi ha dato il cavallo. Lui era convinto di aver fatto un ottimo affare, ma nel giro di pochi giorni ho trovato il problema che affliggeva l’animale: aveva una sobbattitura (un termine tecnico che indica una specie di infezione all’estremità della zampa, ndr) sotto l’anteriore sinistra, che non gli permetteva una corsa lineare. Si sentiva frenato, e così ho pulito e curato lo zoccolo». Dopodiché, il cavallo si è trasformato. L’intervento di Zanichelli è stato infatti così tanto risolutore da portare Isler Cibar a disputare ben sei gare nel giro di un mese e mezzo.
La prima di queste si è svolta a Bologna, il 7 novembre, e il cavallo, guidato dal gentlemen driver borettese, si è classificato al terzo posto. Dopo altri buoni piazzamenti, la grande soddisfazione è arrivata nella gara del 21 dicembre, sempre all’ippodromo Arcoveggio di Bologna, valida per il trofeo Croce Rossa Italiana. Dopo una prima manche al risparmio, nella finale Isler Cibar non ha lasciato scampo agli avversari, restando in testa dall’inizio alla fine (gara tatticamente perfetta, cavallo sicuro sul percorso e brillante in giravolta, ha commentato una rivista del settore), con grande gioia del suo nuovo padrone.

(dal web)

Anche per gli animali domestici problemi di peso dopo i bagordi

10/01/2010


Non sono solo gli umani a dover smaltire i postumi ipercalorici di cenoni e pranzi delle feste natalizie, ma a farne le spese sono anche almeno 3 milioni di animali domestici finiti sovrappeso grazie anche ai bagordi alimentari a cui sono stati sottoposti in questi ultimi giorni.Secondo i dati raccolti dal Telefono Amico Aidaa almeno il 15% dei gatti e il 18% dei cani che vivono stabilmente con famiglie umane sono sovrappeso, se non in alcuni casi addirittura obesi. Nel complesso sarebbero circa 2 milioni i cani prevalentemente appartenenti a razze di piccola e media taglia e 1 milione i gatti quotidianamente sottoposti a stress alimentare, ed obbligati ad un’alimentazione non corretta che li porta ad avere problemi di sovrappeso con tutte le conseguenze sanitarie del caso.Le feste che si stanno concludendo sono state l’ennesima occasione per rimpinzare molti animali domestici di cibi che nulla hanno a che vedere con la loro corretta alimentazione.
«In questi giorni – dice Lorenzo Croce presidente nazionale Aidaa – sono state diverse le telefonate giunte al Telefono Amico Aidaa da parte di proprietari che chiedevano numeri di telefono di ambulatori veterinari aperti per poter soccorrere i loro cani e gatti non già feriti o spaventati dai botti di Capodanno, ma in preda a vere e proprie indigestioni da cibo».«L’alimentazione non corretta dei nostri animali -prosegue Croce- da parte dei padroni configura di fatto un vero e proprio maltrattamento, sia esso prodotto da distrazione, ignoranza, o superficialità nell’alimentazione, e sentirsi dire al telefono che magari il proprio gatto sta male solo perchè ha bevuto un goccino di vino o il proprio cane si è mangiato del panettone imbevuto nello spumante, e sentirselo dire in maniera del tutto superficiale come se si trattasse di un fatto naturale, lascia l’amaro in bocca – continua – e se da una parte questo fatto può rappresentare l’occasione per indurre tutti i padroni degli animali domestici a conoscere ed applicare meglio le necessità alimentari dei nostri amici a quattro zampe, dall’altra ci ripropone ancora una volta la riflessione per la quale dobbiamo sempre ricordarci che il nostro cane o il nostro gatto non sono un giocattolo ma sono esseri viventi con i loro problemi e con le loro necessità, e per questo crediamo sia buona cosa sottoporre periodicamente i nostri amici a quattro zampe ad adeguati controlli veterinari».
«In caso di piccole abbuffate – conclude Croce -, visto che oltre all’amico a quattro zampe molto spesso qualche chiletto l’ha messo su anche il padrone di casa, sarà buona cosa nei prossimi giorni fare jogging assieme a Fido, così tanto per smaltire un pò entrambi».

(dal web)

 

Hello world!

09/01/2010

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A proposito della ricerca….

30/11/2009
Il prossimo mese ci sarà Telethon, è importante informare più persone possibile sui tanti esperimenti su animali finanziati proprio con i soldi raccolti da Telethon.
Alcuni dati per riflettere
Gli studi di Telethon: dati dal convegno 2005
In totale sono state presentate 328 ricerche.
Il 44,5% di queste – 147 studi – avevano usato animali.
Il 9,5% di queste – 31 studi – avevano usato cellule di animali anziché
umane.
Il restante 46% erano invece studi utili o potenzialmente utili in quanto NON svolti su animali.

Alcune ricerche che hanno comportato gravi sofferenze per gli animali :ecco cosa invece hanno fatto loro nei laboratori finanziati da Telethon.

 La confessione di un vivisettore pentito:.. cosa abbiamo fatto a Rodney,meticcio di pastore tedesco ….
LUCCA – Sempre in collaborazione con l’associazione per i diritti degli animali Una Cremona Onlus, pubblichiamo il racconto di uno specializzando veterinario tedesco che prova pentimento per aver assistito a quanto hanno fatto al cane meticcio di nome Rodney in un laboratorio.

La testimonianza, che dimostra come nei laboratori di ricerca siano usati cani meticci, probabilmente randagi o vaganti raccolti sulle strade anche italiane, era in lingua originale sul sito tedesco http://www.tiermord.de/ .
Il testo è stato tradotto da una volontaria animalista.
Questo resoconto ha contenuti forti, che possono colpire la sensibilità delle persone. Nonostante questo sia un avviso dovuto, ci sentiamo di pubblicarli perché descrivono quanto realmente accade nei laboratori di ricerca sulla pelle degli animali vivi, innocenti, senzienti.

"L’abbiamo chiamato Rodney – racconta Peter M. Henricksen relativamente alla sua esperienza nel laboratorio – era un grande meticcio di pastore tedesco.
Un orecchio l’aveva dritto, l’altro lo faceva penzolare quando camminava.
Era, solo esteticamente, nulla di particolare, uno come tanti delle migliaia di cani che sono al mondo. Allora ero nella specializzazione veterinaria e lui proveniva da un rifugio locale. Nei tre mesi successivi quattro di noi hanno fatto interventi chirurgici su di lui.. Era sempre felice quando ci
vedeva e sbatteva la sua coda contro la grata della sua piccola gabbia. La vita di Rodney non era granché: una pacca gentile sul sedere ed una breve passeggiata erano i momenti salienti della sua giornata. Come prima cosa l’abbiamo castrato. Normalmente in 20 minuti lo si faceva ma per lui c’è voluto mezz’ora, ed a causa di un’eccessiva dose di narcotico, si è risvegliato solo dopo 36 ore. Due settimane dopo, per scopi di ricerca, l’abbiamo operato all’intestino,l’abbiamo aperto e richiuso. Ma non bene, perché il giorno dopo la cucitura si era aperta e lui sedeva sul suo intestino tenue. In tutta fretta l’abbiamo ricucito. Ed è sopravvissuto. Ma c’è volute una settimana affinché potesse rincamminare. Ma comunque lui ci scodinzolava con la sua coda e ci salutava così contento, come le sue forze glielo permettevano".
"La settimana dopo, di nuovo narcotizzato, gli abbiamo rotto una gamba e gliel’abbiamo riparata con una matita di metallo. Dopo questo intervento sembrava che Rodney avesse dolori in continuazione. La sua tempertura è aumentata e non era più lo stesso. Nonostante gli antibiotici, non si è
ripreso. Non poteva più camminare e quando lo andavamo a trovare, scodinzolava pochissimo. La sua gamba era rimasta tesa e gonfia. Un pomeriggio l’abbiamo poi soppresso. Con la vita che uscì dal suo corpo, la mia posizione sulla ricerca con animali cominciò a cambiare.

Ora sono dell’opinione che ci sono riflessioni morali ed etiche che superano una possibile utilità. Solo per il fatto che, per caso, siamo la specie più potente sulla terra, abbiamo sì il potere, ma non il diritto, di maltrattare i cosiddetti ‘animali inferiori. Lo scopo non santifica i mezzi…

Dog Whisperer

15/10/2009

Cesar Millan

Premessa personale:
Da qualche tempo, si è parlato spesso di un famoso "dog trainer" messicano di nome Cesar Millan, che "addestra ed aiuta" cani con particolari problemi, da fobie ad aggressività. Ha cominciato a farsi conoscere in Italia attraverso il suo libro: "L’uomo che parla ai cani", dove raccontava anche del successo ottenuto in America soprattutto grazie al passaparola tra conoscenze influenti. Al tempo dell’acquisto del libro non conoscevo ancora l’autore, ma siccome io non mi tiro mai indietro quando nasce un nuovo libro sull’educazione e la comprensione dei cani, l’ho immediatamente reso mio. Dopo un’euforia iniziale basata su ciò che scriveva l’autore che sembrava realmente facesse miracoli soprattutto per quanto riguardava la interessantissima parte sull’aggressività, ho cominciato a pormi dei dubbi sul suo metodo di lavoro. Così ho cominciato ad interessarmi del suo metodo, anche perchè in Italia cominciava a venir riconosciuto e venerato da molti. Ho cercato testi e video su di lui su internet e così ho potuto vedere, soprattutto attraverso video in cui lui lavora con dei cani, come si approccia e come risolve i problemi dei cani. Beh, lasciatemelo dire, ma sono rimasta veramente allucinata! Nonostante abbia introdotto dei concetti basilari per l’etologia del cane e per uno sviluppo equilibrato della sua psiche nel suo libro (come ad esempio "il potere del branco" e l’esercizio fisico), Millan ha dimostrato nella pratica un approccio d’aiuto al cane che a parer mio potrebbe far molti più danni che produrre benefici. Cesar spinge cani fobici di qualcosa (ed esempio dell’auto, di un pavimento scivoloso, di una piscina, di un altro cane) direttamente verso la fonte della paura e nel caso dimostri aggressività attua dei particolari "tocchi" con la punta delle dita soprattutto alla gola del cane. L’attrezzo più utilizzato in questa tecnica è l’uso di un collare a strozzo, spesso addirittura di nylon, che prontamente lui posiziona esattamente dietro le orecchie del cane e quindi proprio sulla gola (questo modo di lavoro veniva utilizzato soprattutto nella vecchia scuola d’addestramento, quando ancora era in voga la coercizione e la sottomissione forzata del cane). Questo induce il cane ad una sensazione sgradevolissima e di soffocamento che impone, proprio per non morire, al cane di non muoversi o ribellarsi (definita sottomissione da Cesar stesso). Provate a posizionarlo nella stessa posizione su voi stessi e poi ditemi cosa ne pensate, per cortesia.
Proprio in questi giorni è approdata in tv la sua famosa serie con cui si è reso famoso in America intitolata "Dog Whisperer". Per fortuna nel giro di poche settimane è intervenuta l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani per chiedere la sospensione di questo programma, in quanto (cito testuali parole) "ritenuto contro i  principi del corretto rapporto uomo animale".
So che Millan ha una bella schiera di discepoli che non si attarderanno a farsi sentire dopo queste mie parole. Da amante dei cani, non potevo fare a meno di dire una mia opinione strettamente personale. Chiedo a tutti quelli che lo conoscono, con cui in comune abbiamo sicuramente l’amore per i cani, di estraniarsi un minuto dalla sua fama e guardare obiettivamente i video di Millan soffermandosi sull’espressione del cane.. chiedendosi se tutta quella manipolazione e forza fisica esercitata sul cane e quindi tutto quello stress poteva essere evitato.. guardando la cosa unicamente dal punto di vista del cane.. se a noi farebbe piacere essere spinti verso ciò che ci fa paura o essere "toccati" a quel modo. Se farete come vi ho consigliato, sono certa che vi si accenderà una lampadina e riuscirete a guardare il suo metodo con maggiore obiettività, senza lasciarvi fuorviare dalle sue gran belle parole.
Alessandra (°Aleti°)

 


 


LA VETERINARIA DISAPPROVA IL METODO MILLAN
L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani chiede la sospensione del programma Dog Whisperer in onda sul canale Sky NatGeo Wild, in quanto diseducativo e contrario ai principi del corretto rapporto uomo animale.

I metodi del famoso addestratore di cani, Cesar Millan, in onda da alcuni giorni in Italia, non sono riconosciuti dalla comunità scientifica veterinaria che disapprova le tecniche coercitive e punitive messe in atto dal dog trainer. Mentre in Italia si afferma il principio dell’educazione al corretto rapporto uomo-animale, con la mediazione sociale del medico veterinario, la TV satellitare manda in onda trasmissioni che vanificano gli sforzi fatti dalla veterinaria e dalle autorità nazionali.

L’Associazione chiede anche l’intervento del Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini per il messaggio diseducativo sulla gestione dell’aggressività del cane, contrario alle indicazioni delle recenti ordinanze ministeriali. Nelle trasmissioni si assiste solo alla performance di questa star dei reality show, come se il cane fosse una macchina da domare e nella quale il proprietario non ha nessun ruolo relazionale. Negare l’esistenza della cognizione animale ed utilizzare un metodo basato sulla punizione positiva (forza fisica) nega tutto ciò che negli ultimi anni è stato fatto dalla Medicina Veterinaria Italiana e dal Ministero della Salute.

"Il metodo impiegato – osservano i medici veterinari della SISCA (Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate) – è tutt’altro che delicato come il titolo del programma lascia intendere, e prevede l’impiego di collari a strozzo metallici e di guinzagli di nylon utilizzati come un collare a strozzo. Ciò che più colpisce è il metodo della sottomissione applicato da Millan su pazienti aggressivi: il cane (in due video l’età del cane appare avanzata), con la museruola, era costretto a stendersi sul fianco grazie alla pressione esercitata dall’addestratore. Il paziente era bardato con il guinzaglio (applicato a strozzo al collo ed al gancio della pettorina), ansimava, biascicava, presentava tremori, tachipnea, midriasi, aumento della salivazione e la lingua assumeva una colorazione bluastra durante la pratica. Inoltre, per far apprendere ad un cane a nuotare, l’addestratore lo ha trascinato (lentamente) dentro una piscina dapprima sostenendolo, poi tenendolo tra le braccia pancia all’aria ed in seguito abbandonandolo per uscirne rapidamente".

I medici veterinari comportamentalisti italiani concordano con le critiche già avanzate dai colleghi statunitensi dell’American College of Veterinary Behaviorists (ACVB), American Society of Animal Veterinary Behavior (AVSAB) e la Society of Veterinary Behavior Technicians (SVBT): la medicina comportamentale veterinaria ha fatto costanti sforzi per progredire in professionalità, raffinatezza tecnica e standard di benessere animale. Con Millan si compie un grosso passo indietro.
Da:
http://www.anmvioggi.it/10262/12-10-09/la-veterinaria-disapprova-il-metodo-millan

Millan al lavoro: