Archive for the ‘il gatto’ Category

17 febbraio: festa del gatto

17/02/2012

Il 17 Febbraio è il giorno dell’anno dedicato al più infedele degli animaletti da compagnia, il gatto. La giornata venne introdotta nel 1990 da un referendum proposto ai lettori della rivista “Tuttogatto”. La giornalista ideatrice dell’iniziativa, Claudia Angeletti, chiese appunto ai lettori di indicare il giorno più consono da dedicare alla festa dei mici, e la risposta scelta fu appunto il 17 di Febbraio. Ecco le motivazioni : Febbraio dal punto di vista zodiacale è legato al segno dell’acquario, il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo; caratteristiche tipiche dei gatti! Nel nord Europa il numero 17 ha un valore benefico, che significa anche “Vivere una vita sette volte” Se si scrive in numeri romani “XVII” e si fa l’anagramma si ottiene “VIXI” , parola latina che significa “HO VISSUTO”; e chi più di un gatto, titolare di 7 vite, può dire di aver vissuto? Nel territorio le iniziative per festeggiare i felini crescono di anno in anno: mostre, fiere, mercatini, spettacoli, vengono promossi da città, associazioni ed enti al fine di festeggiare e sancire ancor di più l’amore che molti nutrono per il gatto. Al di la del valore commerciale e speculativo di molte iniziative, è giusto dedicare una giornata ai felini, cercando magari di riflettere e impegnarsi a proteggere un animale che spesso subisce maltrattamenti o viene abbandonato dall’uomo stesso.

fonte: http://www.gattopoli.it/news/

 

17 febbraio: festa del gatto!

16/02/2010
catA scegliere la Festa internazionale del Gatto sono state, nei primi anni 90, le associazioni animaliste.
Fissata a febbraio xchè è il mese dominato da Urano, il pianeta degli spiriti indipendenti, del genio e della sregolatezza, come l’indole del gatto. E poi è il mese dell’Acquario, segno zodiacale di chi è libero, intuitivo e anticonformista. Proprio come solo il gatto sa essere.
La spiegazione del giorno 17 è molto più complicata. L’anagramma di questo numero, a caratteri romani, dà "vixi" E solo il gatto, che ha 7 (o nove) vite può dire, da vivo, "ho vissuto". Altra tesi meno enigmistica: il 17 è un numero scaramantico, si può leggere anche 1 e 7, ossia una vita per sette volte, proprio come le sette vite del gatto, nella sua tipica tradizione popolare.
Secondo un’antica leggenda la nascita del gatto e del suo eterno nemico, il topo, risale ai tempi dell’arca di Noè, in pieno diluvio. In pratica, il patriarca della Bibbia si accorse che i topi minacciavano la dispensa e chiese aiuto al forte e saggio leone. Questi sbuffò, scosse con vigore la sua folta criniera e fece uscire dalle sue narici 2 gatti, maschio e femmina, che risolsero il problema in un baleno. Le prime notizie del gatto domestico risalgono agli Egizi (e va beh, questo lo sapevo anch’io) che gli attribuirono poteri sacri. Fu onorato anche da arabi e cinesi, mentre greci e romani non lo apprezzavano affatto, nel Medioevo poi subì delle vere e proprie persecuzioni. Il gatto è sempre stato legato alla magia, alla superstizione e alla fortuna.
 Per quanto rguarda i gatti neri altro che porta sfortuna! Proteggono dagli spiriti malvagi, almeno stando alle credenze sicule (? boh!) Ecco perchè in Sicilia molti li tengono in casa, proferendo la magica e prodigiosa formula "gatto nero, amico vero!"…

Grazie Mary per questa interessante notizia! (e per la bella foto scattata da tua figlia)

Ho trovato un gattino, cosa faccio?

11/01/2010

Può capitare a tutti mentre si passeggia sul ciglio della strada o magari passando vicino ad un cassonetto, di udire un piccolissimo lamento e di trovare uno o più micini piccolissimi, magari appena nati e senza la madre. Alcune volte, soprattutto se il micino miagola a squarciagola, è consigliabile non toccarli, allontanarsi e controllarli per vedere se la madre torna dai suoi piccoli.
Spesso però, sono semplicemente stati abbandonati dal proprietario della gatta che, crudelmente, ha deciso di buttare via la cucciolata come della spazzatura.. magari anche dentro ad un sacchetto. Altre volte invece è stata la gatta stessa, che avendo poco latte o se viene disturbata è costretta a sacrificare uno o più piccoli, talvolta per essere sicura di salvare gli altri.
Ma a questo punto, noi cosa possiamo fare?
Possiamo cercare di salvare il gattino, prima di tutto, sapendo comunque che la mortalità nei gatti è tanto maggiore quanto più piccolo è il gattino e che ogni giorno guadagnato è un’aumento della speranza di salvarlo. Possiamo considerarlo fuori pericolo di vita se supera i 45/60 giorni.
Se è possibile, la prima cosa da fare sarà quella di farlo controllare da un veterinario in modo che ci possa dire se il micio ha problemi di salute e magari di farci fare una stima approssimativa di quante probabilità ha di salvarsi (meno ne ha, maggiori dovranno essere le nostre cure e attenzioni).
Per quanto riguarda l’alimentazione, è consigliabile cercare di nutrire il micino con del latte in polvere (ne esistono diversi in commercio creati appositamente per i gattini piccoli) da somministrare con il biberon che però deve avere un foro piccolissimo per fare uscire il latte, in quanto se si dà troppo latte in una sola volta è probabile che questo gli vada di traverso, e quindi che entri nei polmoni fino ad uscirgli dal naso. Se questo dovesse avvenire le probabilità di vita del gattino si riducono ulteriormente, perchè poi il latte nei polmoni si secca e può causargli una polmonite.
Per evitare questo problema è consigliabile, come già detto, un biberon con un buchino piccolissimo o altrimenti una siringa per insulina (senza ago, ovviamente!!!) perchè è quella col foro più piccolo all’estremità e che quindi fa uscire una goccia di latte per volta.
Ma se il gattino lo troviamo la sera o di notte e non abbiamo a disposizione del latte in polvere?
Niente paura! Possiamo temporeggiare benissimo fino al giorno dopo dando al nostro micino il nostro latte intero, con un pochino di burro dentro o altrimenti della panna da cucina. Il tutto va servito tiepido, non troppo freddo nè troppo caldo. Per sentire la temperatura mettetevi qualche goccia sul polso come si farebbe per i bambini.
Il gattino deve essere nutrito poco per volta ma ogni ora, se potete, o comunque il più spesso possibile.
Altra cosa fondamentale quando si trova un gattino appena nato è quella di tenerlo al caldo. Anche se siamo in estate è importante coprirlo con dei panni.. e posizioniamolo sopra la borsa dell’acqua calda (deve essere molto calda ma non bollente, e l’acqua deve essere cambiata spesso in modo che non si raffreddi mai del tutto) o ancor meglio sopra a un cuscino termico (come questo:  http://www.rehatec.ch/it/produkte/warmup/).
Il calore per i gattini è molto importante per la sopravvivenza perchè in natura i primi giorni di vita i mici se la passano sotto la pancia della mamma e successivamente si scaldano attraverso il contatto con i fratellini.
Un’altra cosa importantissima è quella di aiutare il micino per fare i bisogni. Infatti tutti i cuccioli una volta che hanno mangiato dovrebbero fare quantomeno la pipì. Per aiutare il gattino dobbiamo agire come farebbe mamma gatta, la quale dopo il pasto lecca il pancino e i genitali dei piccoli.
Agiremo i questo modo: prenderemo una salviettina o un panno sottile, lo inumidiremo in modo che diventi tiepidino, ce lo appoggeremo sopra alla mano e faremo quindi un lieve massaggio al pancino e ai genitali del gattino. Questo lo aiuterà a espellere ciò che ha appena mangiato, aiutandolo nella digestione.
L’ultima cosa da sapere è come lasciare la notte il gattino. Di notte è consigliabile mettere il micino dentro uno scatolone, sopra il cuscino termico e coperto da varie coperte (d’inverno le coperte devono essere molto calde meglio se di lana). Vicino a lui metteremo un peluche e un’orologio.. questo permetterà al piccolo di addormentarsi più serenamente, in quanto peluche e orologio hanno la funzione di rappresentare la sua mamma. Questi comportamenti vedrete che saranno apprezzati anche da micini un pelo più grandi, i quali sicuramente si addormenteranno abbracciando il peluche.

Preghiera dei gatti

24/12/2008
Signore,
sono il gatto di casa
e un amico sincero
vicino vorrei.
Ricco o povero,
bianco o nero,
anche un po’ strano,
ma Umano "umano"!
Non ti scordar di mio fratello,
il gatto libero.
Fagli trovare un angolino
perché possa ripararsi
e un buon bocconcino
perché possa sfamarsi.
Non far mancare il solleone
perché possa riscaldarsi
e nemmeno l’acquazzone
perché possa dissetarsi.
Bastano ogni giorno un bel topino
e ogni sera un caldo camino
al gatto di campagna, mio cugino!
Grazie, infine,
da tutti quanti noi,
micetti e micine.
(Anna Maria Ghibaudo) 
Ron Noel
Il mio gatto Ron saluta tutti gli a-mici del blog!

Simon’s cat

26/07/2008
Penso che chi ha un gatto possa ben capire questo video! A me piacciono troppo questi video ideati da Mr. Tofield: oltre a questo, potete vederne altri due….non saprei quale dei tre scegliere, io li adoro tutti!
Un caro saluto a tutti voi ….e buona visione!!!  ciao e miao!

La preghiera del gatto

04/01/2008
O mio signore, non prendermi come schiavo, perché ho in me il gusto della libertà.
Non cercare di indovinare i miei segreti, perché ho in me il gusto del mistero.
Non costringermi alle carezze, perché ho in me il gusto del pudore.
Non umiliarmi, perché ho in me il gusto della fierezza.
Non mi abbandonare, perché ho in me il gusto della fedeltà.
Sappimi amare come io saprò amarti, perché ho in me il gusto dell’amicizia.
Ron a un annotesto dal blog di  Minpepp 
in foto il mitico Ron !

Oscar, sette vite e un sesto senso: Il gatto «angelo della morte»

02/08/2007
 Oscar vicino alla camera di un paziente (Internet)
Vive in un istituto per anziani con malattie degenerative e «prevede» la morte dei degenti. Negli Usa è diventato un caso Vive in un istituto per anziani con malattie degenerative e «prevede» la morte dei degenti. Negli Usa è diventato un caso.
 
PROVIDENCE (USA) – Oscar affascina il personale medico dell’ospedale Steere House di Providence negli Stati Uniti. Ha un bel mantello soffice di colore grigio-bianco, le sue zampine sono candide e vellutate. Ciononostante il bel micione crea inquietudine tra i pazienti nella casa di cura: già perchè l’animale sembra che riesca a presentire la morte dei malati. Il fenomeno è stato descritto anche dalla rivista medica New England Journal of Medicine, e trattato in questi giorni dai maggiori telegiornali del paese. «Il gatto riesce sempre ad apparire nel luogo qualche ora prima che il paziente muoia».
 
MORTE – Il felino di due anni è stato allevato quando era ancora un cucciolo, è cresciuto nel reparto per demenza del centro di cura e riabilitazione «Steer House Nursing and Rehabilitation Center» nello stato di Rhode Island. Qua vengono assistiti pazienti malati di Alzheimer, Parkinson e altre malattie degenerative. Già all’età di 6 mesi il micio ha iniziato il suo personalissimo lavoro. Il personale medico si è accorto che il gatto era solito fare un giro quotidiano nei corridoi e nelle stanze dei ricoverati, esattamente come dottori e infermiere. Controllava spesso i residenti della casa, li annusava, li osservava e si metteva vicino alle persone, la cui morte avveniva di solito nel giro di poche ore. In 25 casi la «previsione» è risultata giusta. Quando il gatto si trova nella stanza di un ricoverato, il personale dell’ospedale ormai passa ad avvertire i congiunti. Perchè questo significa, nella regola, che il malato ha solo qualche ora di vita.
CONFORTO – «Non fa mai errori. Proprio come un sensitivo sembra che riesca a capire quando un paziente è vicino a morire», spiega il dottor David Dosa al New England Journal of Medicine. Dosa è un medico specialista di geriatria e professore presso l’Università di Brown a Providence. «Molti parenti trovano conforto in questo – prosegue Dosa -. Sono contenti se il micio tiene compagnia ai propri cari». E aggiunge: «Sembra che Oscar prenda molto sul serio il suo lavoro. Anche perchè di solito si tiene a distanza dalla gente. La sua non è una razza che si lega molto alle persone».
CAPACITA’ – «E’ vero che il gatto riesce ad avvertire la morte meglio delle persone che lavorano in questa struttura – dice Joan Teno della Brown-University, medico curante e esperta nella terapia di malati terminali – ma non penso che questo sia un gatto sensitivo. Credo, invece, che ci sia probabilmente una spiegazione biochimica». Durante una visita ad una paziente, la dottoressa Teno, si è accorta che la donna non mangiava più, aveva problemi di respirazione e le sue gambe erano di un colore bluastro – sintomi che spesso indicano una morte imminente. Oscar in quel caso non è restato nella stanza. «Pensavo che questa volta si fosse sbagliato finchè più tardi – erano oramai passate dieci ore – è apparso, è rimasto per due ore vicino al letto della paziente, dopodichè è deceduta». Un giorno il gatto prodigio è salito sul letto di un’anziana paziente della stanza numero 313. La sua presenza ha allertato il personale della casa di cura. E quando il nipote della paziente ha chiesto il perchè della presenza del gatto, sua madre gli ha spiegato: «È qui per aiutare la nonna ad arrivare in cielo». La paziente è morta dopo mezz’ora.
MEDAGLIA – «La maggioranza delle persone che si trova nell’ospedale è così malata da non rendersi nemmeno conto quando arriva il gatto», riferiscono i medici. Non sanno quindi che li aspetta probabilmente una morte in meno di quattro ore. Finora non è stata trovata nessuna spiegazione all’insolita capacità del felino. «Sono cose difficili da studiare. Penso che probabilmente i cani e i gatti possano percepire cose che noi non riusciamo a sentire», ha detto Thomas Graves, esperto di felini e coordinatore del College dell’Università dell’Illinois. Nei giorni scorsi a Oscar è stata pubblicamente assegnata una piccola medaglietta per la sua «compassionevole assistenza ai ricoverati».
Elmar Burchia
27 luglio 2007
Preso da qui.

17 febbraio: festa del gatto

18/02/2007

Il 17 porta male? Lui se ne fa un baffo anzi, se ne fa almeno dieci, tante come minimo sono le sue vibrisse, i sottili rabdomantici baffi che usa come radar. Per questo porta con nonchalance l’onore della festa a lui dedicata come fosse un’invisibile corona, un omaggio dovutogli ma ancora troppo poco per lui. Sua maestà il gatto infatti ha sempre guardato con degnazione il nostro mondo di poveri cristi che se cadiamo ci spezziamo le ossa e se ci muoviamo al buio facciamo una brutta fine.
Come può avere una bell’opinione di noi così sgraziati nei movimenti, di noi spesso troppo ossequiosi o pronti a venderci per cose assai frivole, di noi che per lavarci dobbiamo tribolare fra temperatura dell’acqua, bagni, asciugamani e privacy quando invece Sua Maestà basta a se stesso? Non crediamo di averlo in pugno se gli diamo da mangiare dove da solo non lo troverebbe.
È vero si struscia contro le nostre gambe fino a sembrare supplice, ma ci verrà in braccio solo se lo vorrà lui. L’amore del gatto non si compra come quello del cane che riconosce l’uomo come padrone, il gatto invece fa di noi i sui suddito o almeno dei pari casta. L’avete mai visto di ritorno da una notte d’amore, dopo serenate strazianti e lotte furibonde per la conquista di una femmina?
Il cane rientrerebbe a coda bassa, vergognoso. Il gatto rientra a coda alta come una bandiera, sfida il nostro sguardo, pare chiederci cosa abbiamo fatto noi in sua assenza. Un gatto sano è sempre pulito, sempre perfetto.
Come non ammirare ogni sua posa sempre elegantissima come per un ritratto da lasciare ai posteri?
Come non stupirsi del suo equilibrio aggraziato anche nei pericoli, della sua capacità di volare saltando attraverso lo spazio e fra oggetti fragili che nemmeno sfiora? Come non invidiare quell’elasticità che non avremo mai neppure dopo millenni passati in palestra?
Come non amarlo quando ci regala il suo affetto fiducioso rannicchiandosi sulle nostre ginocchia o dandoci mille e mille piccoli baci o ancora pigiandoci dolcemente mentre ronfa beato? Da esperimenti fatti sembra che le sue fusa aiutino contro la depressione e persino agevolino la calcificazione delle fratture.
Di certo il suo soffice peso, il suo quasi impercettibile camminarci addosso danno un’immensa sensazione di benessere. Accarezzarlo poi è un’esperienza che rasenta il divino.
Quale altro animale è più morbido? Ma la cosa più intrigante è l’enigma che racchiude. Astronauti hanno fatto esperimenti, pare riusciti, sulla capacità telepatica di questi felini, alcuni studiosi addirittura attribuiscono ai gatti il dono dell’ubiquità.
Senza spingerci troppo oltre posso affermare, per esperienza personale, che possiedono una qualche magia. Ad es. la poesia su cui il gatto si posa sarà la vincente fra quelle inviate a un concorso. Avvertono i nostri dolori e vengono a fissarci negli occhi a lungo come volessero entrarci dentro. Non si allontanano se stiamo male neppure per le loro elementari necessità. Siamo noi a non capire cosa passa nella loro testa, dietro quei loro occhi che sono i più belli del mondo.
Fu per questo che li adorarono gli egiziani e non solo loro? Per quella fosforescenza ipnotica, il mistero di cui sono portatori e testimoni? Da quale altra dimensione pensano e percepiscono?
Nulla è più tenero di un bimbo con un micino o dei vecchi con l’amico felino. Mondi che s’incontrano al tatto, per sensazioni e sintonia. Da piccola dopo i temporali andavo in cerca di gattini randagi e bagnati che poi accudivo. Sempre nella mia vita ho avuto almeno un gatto che fra tutti gli animali amati è il mio preferito.
Per me non è semplicemente un animale, ma qualcosa di più oltre che un concentrato di bellezza, stupore, piacere estetico e tattile, telepatia, fascino, mistero, pensiero che ci osserva. È il nostro inconscio che ci sta davanti, è tutto quello che ancora non sappiamo.

(brano tratto dal web)

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