Archive for the ‘proteste’ Category

Fa che sia una Buona Pasqua anche per loro…

04/04/2011


 


 

Annunci

Corteo nazionale contro la vivisezione domani a Milano!

04/03/2011

PARTECIPATE TUTTI. POCHE ORE DA DEDICARE AI BEAGLE ALLEVATI A GREEN HILLS E A TUTTI GLI ANIMALI VIVISEZIONATI OGNI GIORNO IN NOME DI UNA FALSA SCIENZA E DEL PROFITTO.
Il corteo del 5 marzo vuole essere un momento per porre di nuovo sotto i riflettori le responsabilità di Regione e Asl, ma soprattutto per dare visibilità al destino di tutti gli animali che muoiono nei laboratori ogni giorno e portare l’istanza antivivisezionista in quella che è la capitale della tortura.
Nella sola Lombardia sono infatti presenti 130 laboratori e ben 3 allevamenti di animali destinati alla vivisezione.
E’ ora di dire basta a queste torture!
Basta vivisezione, adesso!
Coordinamento Fermare Green Hill
SABATO 5 Marzo 2011 – Milano
CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE Per la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori

Concentramento ore 15.00 in Piazza Duca D’Aosta (piazza della Stazione Centrale). Milano

Ancora a proposito di Green Hill….

27/11/2010
Ho postato al riguardo il 16 novembre:

STRISCIA LA NOTIZIA CI SOSTERRA' NELLA CAMPAGNA CONTRO L'ALLEVAMENTO LAGER PER VIVISEZIONE DI CANI

"GREEN HILL" SOLO SE CHIAMEREMO IN TANTI !!!
CHIAMARE IL NUMERO VERDE 800055077 DIGITARE 2
CHE E' LA SEZIONE SOS GABIBBO E DIRE: IO SONO CONTRARIO A "GREEN HILL", TUO NOME, COGNOME E
INDIRIZZO.
CHIAMA SUBITO E INTANTO FARE GIRARE
 
GRAZIE

Appello per i cani rinchiusi dentro Green Hill a Montichiari (BS)

16/11/2010

APPELLO A TUTTI: rimandate al più presto la lettera tipo (vedi sotto) agli stessi 4 indirizzi e-mail dell'ASL Lombardia: si sta prendendo la decisione sulla chiusura di Green Hill – l'allevamento dell'orrore di Montichiari, facciamoci sentire!!! 

 

 I cani rinchiusi dentro Green Hill adesso desiderano una cosa soltanto, la libertà.

 

Spett.le ASL Regionale Lombarda,

Scrivo questa lettera riguardo l’allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari (BS), il più grande allevamento di “cani da laboratorio” in Italia, uno dei principali in Europa.

Sono a conoscenza della lettera pervenuta alla Regione Lombardia da parte del Ministero della Salute in merito all’immediata richiesta di applicazione della Legge Regionale 16/2006 ed il suo conseguente regolamento di attuazione numero 2 del 5 maggio 2008, il quale prevede per chi alleva o custodisce cani un numero massimo di 200 animali. Anche se Green Hill ha un’autorizzazione del Ministero della Salute e deve operare sotto le direttive della legge 116, che norma la vivisezione in Italia, mi sembra evidente che debba anche operare sotto le direttive regionali in merito all’allevamento e la detenzione dei cani.

Sono a conoscenza del fatto che la Regione conferisce a Voi la gestione dei tempi e modi dell’applicazione della Legge Regionale. Mi sento in dovere di manifestare (così come hanno fatto le circa 10.000 persone a Roma lo scorso 25 settembre) il mio desiderio di vedere chiuso AL PIU’ PRESTO l’allevamento Green Hill.
Come sapete un numero altissimo di cani, ben 2500, sono rinchiusi nei capannoni chiusi di questa azienda, in cui non entrano né aria né luce naturale.
Da questo allevamento centinaia di cani ogni mese finiscono nei laboratori di vivisezione, dove saranno costretti ad inalare o ingerire sostanze chimiche fino alla morte, ad essere sottoposti a chirurgia, operazioni al cervello, paura, dolore. Una fine orrenda in nome del profitto di questa azienda.

In questo momento io, come singolo individuo, assieme a tanti altri, ricordo che i cani rinchiusi dentro Green Hill aspirano prima di tutto ad un desiderio indiscutibile, la libertà e la possibilità di vivere senza finire in un luogo di tortura. Il progetto di ampliamento prevedeva addirittura di costruire nuovi capannoni e arrivare ad avere un numero incredibile di 5.000 cani. Questo progetto è stato rigettato dal Comune di Montichiari, è arrivato ora il momento di chiudere definitivamente questo lager e voi avete la delicata responsabilità di stabilire quando e come. Ribadisco quindi il mio desiderio di vedere chiuso AL PIU’ PRESTO l’allevamento Green Hill.

Cordiali saluti,

Nome Cognome
Indirizzo

Stop alle esibizioni di leoni e tigri nei circhi

17/04/2010

Stop alle esibizioni di leoni e tigri nei circhi
4 proposte di legge che mettono tutti d'accordo
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/stop_alle_esibizioni_di_leoni_e_tigri_nei_circhi_4_proposte_di_legge
_che_mettono_tutti_d_accordo-3137672/

che a quanto pare le proposte di legge gia' esistenti in tema di divieti
di detenzione degli animali nei circhi si sono "risvegliate" e sono ora
in discussione alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati,
raggruppate, assieme a varie altre, in un unico testo di legge unificato.

L'articolo de "La Repubblica" si apre cosi':
—————————-
ROMA – Quanto meno sul destino di leoni, tigri ed elefanti la
maggioranza e l'opposizione sembrano pensarla allo stesso modo. E' molto
probabile, infatti, che questi  animali non vengano più costretti ad
esibirsi nei circhi equestri. In Parlamento marciano unite verso
l'approvazione quattro proposte di legge presentate dall'inizio della
legislatura da Pdl e Pd, che sostanzialmente dicono la stessa cosa:
basta con lo sfruttamento degli animali nelle attività circensi.
—————————-

Ormai in varie nazioni ci sono leggi o proposte di legge di divieto
totale o parziale di uso di animali nei circhi.
Questa italiana non sara' certo di divieto totale, perche' nessuna della
singole proposte chiedeva questo, pero' se gia' si inizia col vietare ai
circhi di acquisire nuovi animali, eliminare i contributi statali ai
circhi con animali, ostacolare la pubblicita' dei circhi con animali,
ecc., si potra' a breve arrivare alla totale eliminazione, e quindi si
tratta di un passo fondamentale.

E' dunque importante farsi sentire scrivendo alla Commissione Cultura,
iniziando dalla Presidente, dai vicepresidenti e dai segretari, oltre
che dall'on. Carlucci che e' la relatrice di questo progetto di legge
unificato.

Scriviamo a:

aprea_v@camera.it, frassinetti_p@camera.it, nicolais@camera.it,
detorre_l@camera.it, goisis_p@camera.it, carlucci_g@camera.it

oppure, col ";" come separatore:

aprea_v@camera.it; frassinetti_p@camera.it; nicolais@camera.it;
detorre_l@camera.it; goisis_p@camera.it; carlucci_g@camera.it

inviando il testo sottostante in forma di petizione, ricordando di
mettere in fondo il vostro nome e cognome.
Vi preghiamo di NON inviare tutto il presente messaggio agli indirizzi
indicati, ma solo il testo che trovate qui sotto, grazie. Ricordate
anche di mettere un oggetto al vostro messaggio, non lasciatelo vuoto.

Petizione da inviare:

——————————–

Alla Presidente
ai vicepresidenti
ai segretari
della Commissione Cultura
e alla relatrice del testo unificato dei progetti di legge nn.
136-459-769-1018-1156-1183-1480-1564-1610-1849-1935-2280

Gentili deputati,

in merito al problema dello sfruttamento degli animali nei circhi,

DATO CHE:

– è stato dimostrato da numerose investigazioni sotto copertura che nei
circhi con animali il metodo normale di addestramento è usare la
violenza; un documentario di esempio:
http://www.tvanimalista.info/video/animali/circo-animali-stop-sofferenza/

– oltre alla violenza dell'addestramento, gli animali sono tenuti
continuamente in piccole gabbie, e questo da solo porta a un'enorme
sofferenza e costituisce un tipo di maltrattamento che per gli animali
d'affezione è vietato dalla legge (e gli animali d'affezione sono molto
più piccoli, e non selvatici; animali grandi e per loro natura selvatici
soffrono in modo enormemente maggiore);

– un numero sempre maggiore di nazioni, in Europa e in altre parti del
mondo, stanno vietando l'utilizzo di animali nei circhi, e sostenendo
gli spettacoli senza animali – ogni anno che passa sono sempre di più le
leggi approvate in questo senso e le proposte di legge presentate sul tema;

I SOTTOSCRITTI CITTADINI CHIEDONO

che nella discussione del progetto di legge che regolera' la materia si
inserisca una norma che preveda l'eliminazione dei contributi statali ai
circhi che usano animali e che si preveda il divieto dell'utilizzo di
animali nei circhi, eventualmente in modo graduale ma in tempi brevi,
incentivando invece soltanto gli spettacoli senza animali.

In fede,
… nome cognome …
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Scimmie dalla Cambogia verso i laboratori di vivisezione

21/12/2008
Una investigazione della BUAV sulla tratta delle scimmie dalle foreste vergini della Cambogia.

Il video comincia bene: si vedono dei piccoli macachi che giocano tra i rami di un’albero sotto l’occhio attento della mamma, che le si appendono al collo, che si guardano attorno felici in una radura della foresta…

Poi pero’ l’immagine cambia e si vede un piccolino, chiuso in un sacco a rete che guarda la telecamera con occhi impauriti ed increduli, con le manine che tentano di spingere via quel telo che lo avvolge, e che significhera’ la sua morte.

Si tratta di un video, frutto di una investigazione sotto copertura, realizzato dalla BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) sulla tratta delle scimmie dalle foreste vergini della Cambogia in cui vivono verso i laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Il video si puo’ vedere qui:
http://www.buav.org/e_projecty.php

Maggiori informazioni, in italiano, alla pagina:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=668


Scriviamo alle ambasciate della Cambogia in Europa e USA e al CITES:

ambcambodgeparis@mangoosta.fr, dl2cambodge@wanadoo.fr, REC-Berlin@t-online.de, cambodianembassy@btconnect.com, cambemoscow@stream.ru, cambodge@bluewin.ch, chankysim@yahoo.com, cambodia@embassy.org,cambodia@un.int, info@cites.org

Oppure, col ";" come separatore:

ambasciate europa,usa,cites con ";": ambcambodgeparis@mangoosta.fr; dl2cambodge@wanadoo.fr; REC-Berlin@t-online.de; cambodianembassy@btconnect.com; cambemoscow@stream.ru; cambodge@bluewin.ch; chankysim@yahoo.com; cambodia@embassy.org; cambodia@un.int; info@cites.org

Lettera-tipo da spedire (mettete il vostro nome e cognome in fondo):

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Dear sirs and madams,

I am shocked by the findings from the investigation by the British Union for the Abolition of Vivisection (BUAV) into the trade in primates for research in Cambodia.

The methods used to catch and hold the wild monkeys were cruel and stressful. The deliberate separation of a nursing mother and her baby would have caused immense suffering and showed a disregard for the welfare of the animals. Furthermore, the conditions in which captive primates were kept failed to meet the many complex behavioral and psychological needs of these highly intelligent and social animals.

The long-tailed macaque is a protected species, classified as Appendix II under CITES (Convention on the International Trade in Endangered Species). Cambodia is a country rich in natural beauty and wildlife. I urge you to protect your indigenous primate populations and place an immediate ban on the trapping, breeding and export of the long tailed macaque.

I look forward to hearing from you.

Best regards,
.. nome cognome …
Italy

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Questa è la traduzione della lettera tipo di cui sopra (da non inviare ai destinatari, solo la parte in inglese è da inviare):

Egregi signori e signore,
sono sconvolto dai risultati dellinvestigazione condotta dalla BUAV sul il traffico di primati per la sperimentazione dalla Cambogia. I metodi usati per la cattura e la detenzione delle scimmie selvatiche sono crudeli e causano enorme angoscia agli animali. La separazione deliberata dei piccoli dalle madri e’ causa di immensa sofferenza e dimostrano il piu’ completo disprezzo per il benessere animale. Le condizioni di detenzione non sono inoltre adatte a soddisfare le esigenze di animali altamente intelligenti e sociali.
I macachi sono una specie protetta dalle convenzioni CITES dell’allegato II. La Cambogia e’ un paese ricco di bellezze naturali e di fauna selvatica. Vi esorto a proteggere la la vostra popolazione di primati e a porre un bando immediato alla cattura, allevamento ed esportazione dei macachi.
Attendo una vostra risposta. Distinti saluti.

Appello per cavalli bradi catturati a Vitulano (Benevento)

13/12/2008
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Il Comune di Vitulano (BN), alle prese da tempo con il problema dei cavalli bradi (probabilmente lasciati incustoditi da proprietari irresponsabili), ha recentemente avviato un piano di cattura che ha
portato finora al recupero di tredici soggetti tra femmine e puledri.

L’A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) ­ Settore Tutela Equini) ­ ha subito chiesto al Sindaco di scongiurare il pericolo di vendita all’asta e di macellazione, offrendo la propria disponibilità a collaborare per trovare idonee sistemazioni mediante la formula legale dell’affidamento.

Senza voler negare la gravità del fenomeno dei cavalli vaganti, tanto meno dei danni che possono arrecare alle colture, è necessario che vengano adeguatamente considerati e rispettati i diritti degli animali in quanto "incolpevoli".

Riteniamo pertanto indispensabile fare tutto il possibile per salvare detti cavalli, esercitando una forte (ma civile) pressione nei confronti del Comune e invitiamo a scrivere numerosi la seguente lettera-tipo, da personalizzare, all’indirizzo e-mail comune@comunevitulano.it<mailto:comune@comunevitulano.it>
e in cc a
info@ilsannioquotidiano.it<mailto:info@ilsannioquotidiano.it>; redazione@ilquaderno.it<mailto:redazione@ilquaderno.it>
OGGETTO : CAVALLI BRADI

"Ill.mo Sig. Sindaco,
avendo appreso la notizia dell’avvenuta cattura di numerosi cavalli bradi, lasciati sicuramente incustoditi da proprietari irresponsabili, Le rivolgo un appello affinché gli stessi non debbano pagare per colpe che non possono essere loro attribuite poiché sono esclusivamente umane.
Ai sensi del D.P.R. 31/3/79, La invito pertanto ad adottare ogni opportuno provvedimento atto ad evitare soluzioni drastiche, quali la vendita all’asta, e a garantire che non siano destinati in alcun  modo alla macellazione ma dati in affidamento a persone in grado di assicurare loro buone condizioni di custodia e il mantenimento a vita.
Confidando in un Suo positivo intervento in merito, rimango in attesa di cortese riscontro e Le porgo distinti saluti.
NOME ­ COGNOME
INDIRIZZO"


A.N.P.A.N.A.
(Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente)
Settore Nazionale Tutela Equini
Info: 349/6619481
http://www.anpana.tutelaequini.org/

NEWS DA LAV E OIPA: leggere e firmare!

09/12/2008

Comunicato stampa LAV
PESCA ILLEGALE, INCHIESTA DI REPORT (RAITRE): DENUNCIA DELLA LAV ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI REGGIO CALABRIA PER AGENTE DI POLIZIA MUNICIPALE CHE PRESE PESCE SPADA FUORILEGGE.

In seguito a quanto documentato dall’inchiesta dal titolo “Mare nostrum” in tema di pesca illegale, trasmessa il 16 novembre scorso dalla trasmissione “Report” (Raitre) – a firma di Sabrina Giannini – con immagini registrate nella zona del porto di Bagnara Calabra (Reggio Calabria), la LAV ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria ipotizzando reati che vanno dalla corruzione al peculato d’uso, nei confronti di una persona, apparentemente vestita con la divisa della Polizia Municipale, ripresa dalla telecamera mentre un pesce spada illegalmente pescato veniva portato da un pescatore nel bagagliaio dell’auto di servizio dell’agente. La scena è stata ripresa dopo che un’auto con i contrassegni della Polizia Municipale aveva scortato fino in porto il Tir che presto si sarebbe riempito di pesci spada.
Nel filmato si sente fuori campo la voce della giornalista Sabrina Giannini che commenta le immagini: “Un’auto della polizia municipale scorta fino in porto il tir che presto si riempirà di pesci spada. Uno finisce anche nel bagagliaio del vigile. Ormai è chiaro che ad agosto l’unico rischio che possono correre è che qualcuno li sorprenda a pescare quando sono lontani dal loro porto franco”. L’intera sequenza è visibile dal minuto 09:37 al 10:00 del filmato presente su
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E17%5E151927,00.html
“Si tratta di un fatto gravissimo che deve essere chiarito al più presto. Se le indagini dovessero dimostrare la responsabilità del presunto agente di Polizia municipale ci troveremmo di fronte a un’ennesima vergogna da perseguire senza attenuanti. In ogni caso non sarebbe inopportuna, in attesa degli accertamenti, una sospensione dal servizio dell’agente coinvolto”, ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia  della LAV e firmatario della denuncia. Si legge nella denuncia inviata dalla LAV alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria: “Tali fatti potrebbero integrare il delitto di peculato d’uso in riferimento all’utilizzo dell’auto della Polizia municipale per motivi non collegati a ragioni di servizio. Parimenti potrebbe incorrere in censura penale anche la condotta del vigile, pubblico ufficiale con funzioni di agente di polizia giudiziaria, laddove la sua presenza sul posto e, soprattutto, l’appropriarsi di un pesce spada, frutto di attività di pesca illegale, non fosse motivata da ragioni di servizio, regolarmente documentate e verbalizzate. Come pure sarebbe censurabile penalmente l’omissione di denuncia di reato o l’omissione di atti d’ufficio, laddove non fosse stata segnalata alle autorità competenti la pesca e la vendita abusiva di pesce spada, di cui il pubblico ufficiale (vigile) è venuto indubbiamente a conoscenza, visto che ha provveduto a caricare nell’auto di servizio un esemplare di pesce spada”.
24.11.2008
Ufficio stampa LAV:
ufficiostampa@lav.it – www.lav.it


Comunicato stampa LAV 21 novembre 2008
GATTO ABBANDONATO IN CASA PER LE VACANZE E LASCIATO MORIRE (ROMA): COLPEVOLE CONDANNATO A TRE MESI DI RECLUSIONE, A RISARCIRE LA LAV PARTE CIVILE E LE SPESE LEGALI.

Tre mesi di reclusione per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale: questa la condanna inflitta dal Tribunale penale di Roma a un uomo ritenuto colpevole di aver abbandonato il suo gatto chiuso nell’appartamento con il caldo torrido di agosto, senza cibo né acqua, senza curarsi della sorte atroce che avrebbe avuto l’animale, lasciandolo morire. Il Giudice Ramazzi ha condannato l’uomo, anche a risarcire i danni in favore della LAV, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.
La terribile vicenda risale all’estate del 2005. I vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, rintracciarono il proprietario chiedendo spiegazioni. L’uomo, che inizialmente aveva comunicato il suo ritorno il giorno stesso, successivamente dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi del gatto.
Quando finalmente le Forze dell’Ordine entrarono nell’appartamento, una piccola mansarda arroventata dal sole, il gatto era disteso sul pavimento ancora agonizzante, estremamente sofferente, disidratato e dimagrito. Nonostante le cure veterinarie prestate, il gatto morì la notte stessa a causa della estrema disidratazione.
“Gli animali domestici che abitano le nostre case necessitano di assistenza, acqua e cibo, spazi adeguati e affetto sincero come ogni essere vivente: la loro vita dipende da coloro che decidono di ospitarli in casa e questa scelta è un’assunzione di responsabilità, ogni giorno dell’anno: una considerazione che può sembrare ovvia, ma i frequenti casi di abbandono di animali, in casa,  nell’automobile o per strada, dimostrano che il rispetto dei diritti degli animali non è ancora patrimonio di tutti – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Questa condanna è importante, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale introdotta nel 2004 dalla legge 189 in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, e ci auguriamo possa scoraggiare comportamenti tanto superficiali ma colpevoli da arrecare danno alla vita altrui”.
21 novembre 2008
Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 http://www.lav.it
LAV Vigevano e Lomellina
Vigevano – Viale Sforza n. 5
tel. 347.0821856 – 333.6387739
web:
www.lav.lombardia.it


NO AL FINANZIAMENTO UE AD UN CENTRO PER LA VIVISEZIONE IN PORTOGALLO
La Commissione Europea progetta di sostenere economicamente un nuovo laboratorio per la sperimentazione animale in Portogallo. La documentazione ufficiale conferma che un laboratorio per la ricerca è in progetto a Azambuja (distretto di Lisbona). Lo scopo è fornire animali ai laboratori universitari, agli istituti di ricerca di Lisbona e in altre parti del Portogallo e all’estero.
La nuova struttura costerà 36 milioni di euro. Nove arriveranno da risorse private, il rimanente 75%, 27 milioni, arriveranno dalla Commissione Europea. Questa somma sminuisce l’importo speso per le alternative (ECVAM), il quale ha ricevuto 2.2 milioni quest’anno e 1.7 milioni nel 2007.
Invia la lettera di protesta alla pagina
http://www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/portogallo.html

SALVIAMO I CERVI DEL PARCO DELLO STELVIO
da Gaia Animali & Ambiente
Il 14 novembre il Consiglio del parco nazionale dello Stelvio ha approvato un progetto urgente di "Conservazione e di gestione del cervo" che prevede l’uccisione, da parte dei cacciatori residenti nel Parco, di circa 1.765 cervi all’interno del Parco nazionale, nel settore lombardo.
Le uccisioni avverranno in una zona naturale a protezione speciale e molto vicino a 6 siti naturali definiti di importanza comunitaria. Il Consiglio del parco ha anche chiesto che questo progetto di abbattimento non sia sottoposto alla valutazione ambientale strategica, una procedura di garanzia, prevista dalla legge, che valuti gli effetti dell’attività venatoria sui siti interessati dall’operazione di "Conservazione" del cervo nel Parco nazionale.
E’ necessario chiedere con fermezza la revoca di questo gravissimo provvedimento, che non ha precedenti nella storia dei parchi nazionali del nostro paese, e che offende un patrimonio che appartiene a tutti noi.
Invia la lettera di protesta alla pagina
http://www.oipaitalia.com/caccia/appelli/cervi.html

L’OIPA IN AIUTO DI CANILI E GATTILI
Tra le varie iniziative intraprese dall’OIPA nel corso del 2008 vi sono anche gli aiuti e i sostegni dati ai canili e gattili privati in evidenti difficoltà economiche. L’OIPA è attiva sul territorio Nazionale attraverso le proprie sezioni, molte di queste quotidianamente si prendono cura degli animali in difficoltà fornendo sostegno e aiuti concreti. Oltre agli aiuti portati dalle singoli sezioni OIPA, quest’anno la sede Nazionale ha provveduto, grazie alle offerte dei sostenitori, ad inviare una notevole quantità di cibo per tutte quelle situazioni per le quali è stato possibile verificare la reale necessità d’aiuto. Più di 10 tonnellate di cibo per cani e gatti sono state fatte recapitare presso le seguenti strutture:
– Canile di Mirabello Sannitico (Campobasso) – Kg. 3.118
– Associazione AIVA – Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) – Kg. 390
– Canile di Poggio Sannita (Isernia) – Kg. 1.659
– Rifugio per gatti Valderice (Trapani) – Kg. 653
– Rifugio La Cuccia (Palermo) – Kg. 2.918
– Associazione Cane Amico (Palermo) – Kg. 1.459
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno contribuito, anche con una piccola offerta, al sostentamento di questi animali!
Aiutaci ad aiutarli, sostieni l’OIPA alla pagina:
http://www.oipaitalia.com/aiutaci.html

CAMPAGNA CONTRO LE CARROZZE TRAINATE DAI CAVALLI
E’ stata rilanciata a livello internazionale la campagna contro lo sfruttamento dei cavalli per il traino delle carrozze, realtà purtroppo ancora troppo diffusa e in vigore in molte città del mondo nelle quali questa attività viene oltretutto spacciata per tradizione e diventa spesso addirittura sinonimo di cultura. Sabato 6 dicembre in molte città interessate da questo problema sono state organizzate iniziative, proteste e petizioni rivolte alle autorità locali preposte, volte a ribadire l’assurdità di tenere in vita un’istituzione come quella delle carrozze trainate dai cavalli, senz’altro anacronistica nel XXI secolo, oltre che estremamente crudele per i cavalli. Il 6 dicembre a New York c’è stata anche una manifestazione per chiedere al sindaco l’abolizione delle carrozze. Altre città che hanno partecipato: Boston, Philadelphia, Charlsteon, Annnapolis, Dublino, Tel Aviv e Victoria Canada.
In Italia sono principalmente due le città che si macchiano di questo crudele e ingiustificato maltrattamento nei confronti dei cavalli: Roma e Firenze.
L’OIPA ha scelto quindi di aderire a questa iniziativa internazionale per chiedere ai sindaci delle rispettive città l’abolizione delle carrozze trainate da animali, proponendo la riconversione ad altri tipi di trasposto che non implichino l’utilizzo di animali.
Appello e petizione a Roma alla pagina
http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/botticelle.html
Presidio e petizione a Firenze alla pagina
http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/botticellefirenze.html
Iniziative e appello a New York alla pagina
http://www.oipa.org/animalabuse/alerts/carriages.html

REGALARE CANI A NATALE?

08/12/2008
Stop Puppy Mills
HSUS MySpace Page | Stop Puppy Mills Website

E’ Minuscolo e Scodinzola /Prima Parte
15 Ottobre, 2008

…Campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte. Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha avuto poco da mangiare. Non ha quasi più latte, e cerca di calmare leccandoli i tre piccoli che cercano disperatamente calore e nutrimento. Gli altri quattro hanno smesso di muoversi già da un po’, e stanno diventando rigidi. Tutto intorno, sotto il tetto di lamiera, si sente uggiolare sommessamente nel buio. La giovane mamma non è da sola, ce ne sono molte altre come lei. Metà dicembre 2008, soggiorno di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia.
Pomeriggio.La bambina saltella e ride felice, non sta più nella pelle. Conterà i giorni, da adesso. Il padre la guarda sorridendo, e la gioia per quello che vede gli fa dimenticare i dubbi e le preoccupazioni. Certo, sarà un impegno che coinvolgerà tutta la famiglia, pensa. E gli sembra già di sentire le lamentele della moglie, per il pelo sui tappeti, per qualche cosa di rosicchiato. Ma piacerà a tutti, ne è sicuro, e comunque basta guardare il modo in cui brillano gli occhi della piccola, per capire che ne vale la pena. Tra l’altro, ha concluso un ottimo affare: a quel bel negozio di animali sotto casa, quello dove tanti bambini spiaccicano il naso sulle vetrine per vedere meglio, arriveranno i cuccioli giusto per Natale. Quella razza così carina, non gli viene in mente il nome, quei batuffoli che si vedono anche nella pubblicità. Ne ha prenotato uno a quasi metà prezzo rispetto a quello dell’allevamento dove aveva telefonato prima, e che oltre che caro era pure scomodo da raggiungere perché ci voleva un’ora e mezza di macchina. Meglio di così.22 dicembre 2008, zona dell’ex confine Italo-Sloveno, sull’altipiano del Carso, sopra Trieste. Prime luci dell’alba.L’autostrada è semideserta, e l’autotreno corre veloce. L’uomo al volante, che quel viaggio lo ha fatto molte volte, pensa che è incredibile essere già in Italia. Poche ore ancora, e farà la consegna.
Passare per Maribor e Ljubljana, in modo da evitare la Croazia, allunga un po’ il giro, in effetti. Ma la ricompensa per il tempo perso è l’assenza di frontiere, e di controlli doganali. Visto il carico che trasporta, è decisamente meglio così. Certo, le carte sanitarie e i documenti, a prima vista, potrebbero passare per buoni, ma una verifica approfondita farebbe venire fuori problemi seri. Soprattutto perché, durante l’ultima sosta, ha dato un’occhiata dentro il cassone, e si è reso conto che i guaiti e i lamenti sono molto calati di intensità. I tranquillanti hanno fatto effetto, sicuramente, però tra i mucchi pulsanti di esserini pelosi, ammassati in gabbie che riempiono fino al soffitto il gelido vano merci, tanti sono troppo immobili per essere semplicemente addormentati. Spiegare il motivo per cui sta trasportando decine di piccoli cadaveri sarebbe difficile. Scuotendo la testa, spera solamente che non siano più della metà come l’ultima volta. La sua percentuale calerebbe parecchio. Vigilia di Natale, magazzino sul retro di un pet-shop, centro di una grande città del nord Italia. Mattina.I due uomini sorridono soddisfatti. Uno indossa un camice, e ha appena finito di far e numerose iniezioni. Dosi massicce di gammaglobuline e cortisone, per lo più. E’ un veterinario, e procurarsi i farmaci per lui non è un problema. Guarda l’altro, che sta sistemando i cuccioli in vetrina. Ha fatto un buon lavoro, sono vispi e saltellano giocando tra loro. Saranno irresistibili, e per qualche giorno reggeranno tranquillamente. Peccato per quello, già pagato al trasportatore, che ha avuto la crisi di convulsioni e diarrea emorragica proprio l’ultima notte. D’altronde, a poco più di trenta giorni di vita, il sistema immunitario è quello che è. Ma pazienza, erano poche decine di euro, e comunque meglio che sia morto nella sua gabbietta sul retro. Fosse stato male mentre era in vetrina, avrebbe spruzzato sangue dappertutto. Con quelli che verranno venduti sarà comunque realizzato un guadagno esponenzialmente maggiore della spesa. Si congeda dall’altro uomo, che ha molto da fare. Oggi ne consegnerà parecchi, e incasserà tanto denaro.
Tra gli altri, nel pomeriggio, ha appuntamento con un signore molto simpatico che ha una meravigliosa bambina bionda, e che vive lì vicino. Fine dicembre 2008, una cameretta colorata di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Sera.La bambina sta gridando. Grida con tutte le sue forze, uno strillo lacerante interrotto solo a tratti dai singhiozzi. E’ sporca di sangue, come gran parte del pavimento vicino alla cuccia. I genitori cercano di calmarla, abbracciandola, ma sono molto scossi anche loro. Il cucciolo ha smesso da poco di contorcersi dal dolore, e di guaire forte. Adesso è fermo, e non respira più. Le violente scariche di vomito, e l’emorragia, almeno sono finite. Nei giorni precedenti, quando aveva cominciato a stare male, il veterinario del negozio di animali era irreperibile, così come il gestore.
Chiuso per ferie. Nella clinica dove si erano precipitati erano stati effettuati esami, e somministrati farmaci. Stavano per portarcelo nuovamente la mattina dopo, per tentare un’ultima disperata terapia, ma ormai è troppo tardi. Sotto choc, la bambina passa lo sguardo, gli occhi sbarrati e spenti, dal corpicino ai suoi piedi alle luci intermittenti dell’albero di Natale nella stanza accanto.
Il suo pianto si fa più debole, senza smettere, e assomiglia sempre di più al tenue lamento di una cagnolina sfinita, magra e tremante che sta in una scatola di cartone, mille chilometri più a est. Dove fa freddo. Tanto freddo.

Oggi.Che cosa è l’orrore? Difficile dare una risposta. In un tempo come quello che stiamo attraversando, probabilmente ce n’è troppo, intorno a noi, perché sia possibile attribuirgli dei connotati definiti. L’orrore ha mille facce, mille volti spesso rassicuranti dietro i quali nasconde bassezze e abiezioni inimmaginabili. Per quello che può valere, cercheremo di svelarne almeno uno, di renderlo il più evidente possibile, nella speranza che la consapevolezza possa divenire uno strumento di difesa per coloro che potrebbero rischiare di incontrarlo.Non si vede come sia possibile definire senza utilizzare termini come "orrore" e "crudeltà" un traffico di esseri viventi, nati da pochissimo , indifesi e deboli, la cui convenienza viene freddamente e vigliaccamente calcolata sui sentimenti e sulle emozioni della gente. Traffico che in gran parte dei casi vede come conclusione malattie terribili e morti atroci, di cuccioli troppo piccoli, e traumi psicologici pesanti, spesso subiti da bambini.Storie spaventose, come quella che abbiamo raccontato, sono già successe, succedono, e succederanno, tante volte. Proviamo almeno a informare, a spiegare, a far conoscere. Se grazie a questo se ne potrà evitare anche una sola, ne sarà valsa la pena.

Segue…(Immagini da stardogs.it e stoppuppymills.org)
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Stop Puppy Mills
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Protesta: poesia e animali prigionieri in acquario

06/12/2008
Il Festival Internazionale di Poesia di Genova –
http://www.festivalpoesia.org/2008 – pregevole istituzione a cui va riconosciuto l’indubbio merito di saper tenacemente produrre eventi di qualità pur avendo a che fare con budget spesso ridotti al minimo, ha contribuito attivamente alla realizzazione in queste settimane di un ciclo di performance musicali e poetiche dal titolo "Incontri tra poesia e natura", che viene descritto come mirato a celebrare il miracolo di due bellezze che si incontrano, quella che nasce nella mente dell’uomo e
quella che abita il creato.

La nota stonata è che tali incontri sono stati realizzati in collaborazione con l’associazione degli amici dell’acquario di Genova e con l’acquario stesso, e sono stati tenuti presso l’auditorium dell’acquario, ovvero presso quella che a tutti gli effetti è una struttura di detenzione di reclusi innocenti.

E’ appena il caso di ricordare, per esempio, che nell’agosto di quest’anno l’acquario genovese aveva comunicato alla stampa la nascita in cattività di un piccolo di pinguino Spheniscus magellanicus,
vantandosi tra l’altro della sua vasca per i pinguini, lunga 12 metri e larga 7, e con una profondità massima di 3 metri, in quanto con tali caratteristiche essa "sorpassa ampiamente lo standard dei protocolli di gestione" secondo quanto a suo tempo riportato nel comunicato stampa, che però si guardava bene dal riferire che in natura lo Spheniscus magellanicus compie viaggi fino a 500 chilometri, e si immerge fin quasi a 100 metri di profondità.

Sempre di quest’anno è invece la notizia della morte di una femmina di delfino chiamata Beta, che ha terminato nella vasca di Genova la sua infelice "carriera" di intrattenitrice per bipedi umani che l’aveva in anni precedenti già vista costretta ad esibirsi a Rimini, da dove era stata poi trasferita nel 2001.

Il quotidiano La Stampa ha recentemente parlato della condizione dei delfini in cattività, riportando tra l’altro queste dichiarazioni:
"In cattività un tursiope (questo il nome scientifico dei delfini più usati per gli spettacoli, n.d.r.), è come un uomo in prigione: non basta una baia o un acquario per lui. Certo, in prigione un uomo può vivere curato e nutrito. Anche un delfino può vivere fino a 40 anni, ma è una vita alienante". Parola di Sabina Airoldi, biologa di Tethys, l’istituto di ricerca ligure tra i più affermati nel settore dei cetacei. "E’ una questione etica – sottolinea – la cattività è contraria alle esigenze degli animali. I delfinari sostengono di fare didattica, ma un tursiope in cattività non ci comporterà mai come fosse in mare aperto. Allora quanto è didattico vederlo così?"

e ancora:

"La cattività non provoca la morte, ma che messaggio diamo ai nostri figli con un delfino in una vasca?". Giovanni Bearzi è presidente del Tethys, l’istituto di ricerca che ha come campo di studio il Santuario dei cetacei nel Mar Mediterraneo.

Voi dunque siete contrari ai delfinari?
"I delfini fanno business perché attirano visitatori. Si dice che si fa ricerca e didattica ma non è possibile, noi li studiamo in mare aperto. Sono animali che si sposano di chilometri, vanno a centinaia di metri negli abissi, sono circondati da un mondo di suoni che nelle vasche non hanno più. Sono in prigione e ne soffrono".

Quindi è vero che sono sensibili e soffrono di stress?
"Bisogna chiedersi se vale la pena maltrattare qualche animale per far vedere ai ragazzi la natura. E’ meglio portare i nostri figli nella natura, altrimenti…"

Altrimenti?
"I ragazzi crescono con l’idea che è nostro diritto tenere un animale in gabbia per il nostro piacere. Noi da sempre siamo contrari eticamente, non si tratta di essere animalisti ‘ostili’, ma di rispetto per la natura. Meglio portare un bimbo in mare aperto con un binocolo e il ‘whale watching’ costa come un biglietto per un parco".

Per tutte queste ragioni e per tante altre chiedo a tutti di scrivere al Festival Internazionale di Poesia di Genova per fare cortesemente presente che non c’è natura nelle artificiali vasche di cemento di un
acquario, e non c’è poesia in un carcere per animali marini, e per invitare la direzione del Festival a interrompere la collaborazione con l’acquario e a svolgere altrove le sue future manifestazioni; dopo tutto da chi ha sensibilità per la poesia ci si può attendere che abbia anche la sensibilità per cogliere la sofferenza e lo sfruttamento dei più deboli.

Scriviamo alla Segreteria organizzativa e alla Direzione artistica:
info@festivalpoesia.org
clapoz@village.it

Sul loro sito e’ poi disponibile questo numero di fax: 010541942

Grazie a tutti per la partecipazione.