MOLISE QUASI UNA BATTAGLIA VINTA

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Ricevo e pubblico:

CORPO POLIZIA ECOZOOFILA A.U.D.
centrale operativa 24/24 telefono 349 84 59 330 – mail:
comando@poliziaecozoofila.info

MOLISE QUASI UNA BATTAGLIA VINTA
Comunicato 20/9/08 di cui si autorizza la diffusione e la pubblicazione possibilmente integrale

Dopo sei mesi di continue pressioni in data 15/9/08 con protocollo 3362 la Comunità Montana Alto Molise, con lettera inviata a tutti gli interessati, riconosce che il piano di ristrutturazione proposto dal CPE si ritiene adeguato al caso ed è disponibile a stabilire una opportuna fase concertativa.
Già il 6/5/08 la Direzione Generale V, servizio di medicina veterinaria, con nota inviata agli interessati aveva dichiarato di condividere il piano d’intervento proposto dal CPE richiedendo alle Amministrazioni una valutazione della proposta.
Si tratta di  due importanti riconoscimenti per l’opera di mediazione svolta dal Corpo Polizia Ecozoofila AUD in una regione che su 7 canili ne ha 5 posti sottosequestro e nessuno a norma, in cui necessita intervenire con una politica globale strategica ed esecutiva in grado di fronteggiare un emergenza di circa 5,000 cani  di cui la metà vaga randagia riproducendosi esponenzialmente.
Come abbiamo già avuto modo di esporre in precedenti comunicati, un’altro risultato è stato raggiunto dal CPE: le varie Associazioni di Volontariato animalista molisane hanno sottoscritto un documento d’intesa per una campagna di affidi responsabile e per dialogare con le Istituzioni offrendosi come partner esecutivi in grado di apportare un significativo contributo alla risoluzione della problematica.
Si tratta delle prime pietre miliari di una strada impervia e franosa che protegge interessi lucrativi, non solo privati, iniziata con la colonna di soccorso di Statte, di triste risonanza mediatica per le innumerevoli carcasse di cani individuate dal CPE putrefatte in una gravina; continuata nel Molise aiutando Rita Bonadeis e Maria Rosaria Romano e  facendo sequestrare dalla Magistratura il canile di Ripa Molisani in cui oltre la metà dei 140 cani rinchiusi necessitava di interventi veterinari d’urgenza, solo parzialmente risolta dal CPE; proseguita con la distribuzione di oltre 600 q:li di viveri gratuitamente tramite il Bancozoofilo CPE negli ultimi sei mesi in 3 regioni.
Ma il Molise rappresenta solo uno degli scenari del nostro impegno; a Palermo sono stati censite poco più una dozzina di Associazioni che provvedono ad oltre 1500 animali da compagnia senza alcun sostegno pubblico; a seguito delle pressioni l’Ente locale ha individuato alcuni appezzamenti di terreno sequestrati in cui trasferire alcune strutture; purtroppo prima di metterle a disposizione non si è valutato lo stato dei luoghi vicini ad abitazioni e senza servizi essenziali quali acqua e fognature. Si sono persi così alcuni mesi, ma se la volontà di arrivare a risultati concreti non è solo verbale non sarà stato tempo sprecato.
Nel Lazio si interviene ogni giorno in collaborazione con Enti preposti a raccogliere, curare e rimettere in libertà fauna selvatica; si è intervenuti positivamente nel Gargano per far mettere a disposizione della ASL veterinaria spazi adeguati da parte di una Municipalità per microchippature, sterilizzazioni e degenze sanitarie grazie alla forte disponibilità ed abnegazione del servizio veterinario locale.
Sono molti i casi risolti anche solo telefonicamente con l’ausilio di CC e Polizie Locali che sembrano muoversi riconoscendo  che illeciti e reati contro gli animali non sono superficiali e meritano la stessa attenzione riservata ad ogni essere senziente.
Un particolare grazie deve essere riconosciuto all’On. Martini sottosegretario della Sanità ed al Ministro Brunetta ed ai media per aver dedicato la loro attenzione ad una problematica che per cultura considera ancora gli animali come res nulla.
Abbiamo parlato di una battaglia quasi vinta, ma sono moltissime quelle condotte in tutta Italia da altre organizzazioni e tantissimi privati in tutte le regioni ed a tutti noi rinnoviamo il nostro impegno di collaborazione spontanea e gratuita per il fine comune
Il Comando e tutto il CPE
Ercole Ciaglia

ALLEGATO:  PROPOSTA D’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE DI STRUTTURE PER ANIMALI
OGGETTO: strutture private

Premesso che, come risulta dalle indagini, nonostante alcuni ricoveri non  abbiano i permessi di norma, tutti sono concordi nell’affermare che Rita Bonadeis e Maria Rosaria Romano dimostrano di offrire a 1000 animali amore e cure, anche se limitate finanziariamente, che nessuna struttura convenzionata è in grado di distribuire: lo stesso avviene in strutture sequestrate ed affidate al volontariato, come nel caso Mazziotti ed altri

Risulta che i cani randagi  vengono trasferiti a Caserta con un costo di circa euro 2,00/g/animale con canili convenzionati nonostante sia previsto il divieto di spostamento da una regione all’altra e che non si è provveduto alla costruzione di un nuovi canili da 200 unità coi fondi stanziati.
Anche i controlli sullo stato di detenzione nei  canili convenzionati non risultano essere stati fatti regolarmente
Poiché è dimostrabile risalire dai registri della strutture ad attribuire i singoli cani al Comune di ritrovamento, si potrebbe avanzare l’ipotesi di una procedura retroattiva di cinque anni per il recupero delle spese di mantenimento almeno pari a quelle di convenzione ed un deferimento alla Magistratura ed alla Corte dei Conti dei Sindaci e delle Giunte per inosservanza della normativa sul randagismo del 91 e del 2004 ivi compreso l’obbligo di microchipatura

Lo stesso dicasi se si arrivasse al sequestro delle strutture per autodenuncia di impossibilità di distribuzione viveri (attualmente il Bancozoofilo CPE unitamente ad altre Organizzazioni sta cercando di provvedere a distribuire viveri gratuitamente).

Si ritiene, a ns. avviso, che avendo avuto come interlocutori i destinatari della presente, sia possibile superare gli impedimenti attuali:

— acquisto della strutture e riammordenamento della stessa, se non di proprietà con un mutuo facilitato ventennale per l’importo oscillante sui 100.000 euro ( rata mensile euro 524 al tasso fisso del 5% ) da parte delle Associazioni locali previo contributo una tantum di almeno euro 30.000 ogni 200 cani, da parte dei  comuni interessati al fine di chiudere il passivo pregresso con rinuncia espressa a qualsiasi azione atta ad ottenere rimborsi o sussidi pregressi.
In alternativa individuazione di aree di almeno 3000 mq per la costruzione di nuove strutture  per ricoveri di non oltre 60/80 animali da assegnare in comodato gratuito e con convenzione ad Organizzazioni di volontariato che possano garantire la presenza costante di almeno 4 volontari a turno e che possano stipulare mutui, come sopra, per la costruzione di nuovi rifugi

— concessione di permesso ASL e di permesso Comunale immediato evitando ricorsi al Tar

— ripartizione e riconoscimento del n° di animali secondo Comune di ritrovamento

— nomina di un responsabile sanitario e di un comitato di gestione per le singole Associazioni

— stipula di convenzioni così ripartite: vitto euro 1,00/giorno/animale; spese gestionali euro 1/giorno/animale con contratto quinquennale rinnovabile ed indicizzato annualmente al 75% Istat mediante versamenti mensili; euro 0,50/giorno/animale per rimborso spese al volontariato ove presente

— assegnazione di un contributo ASL unatantum di euro 10.000 ad ogni struttura per adeguare 1 locale della struttura ad infermeria e deposito viveri oltre ad un congelatore per animali deceduti in attesa di smaltimento, oltre che ad una serie di ricoveri per degenze e quarantene

— verifica trimestrale dello stato di gestione etologica da parte di agenti CPE con stesura di relazione da inviarsi ASL, Comunità Montane o Comuni e Comitato di Gestione delle Associazioni

— ingresso di nuovi animali solo su richiesta delle Polizie Locali dei Comuni interessati o delle F.O.

— piano di sterilizzazione e profilassi da effettuarsi in collaborazione con veterinari volontari ed ASL Veterinaria

— piano di affidi nazionale per animali inferiori ai 3 anni atto a ridurre a 200 unità le presenze nelle strutture sovraffollate

— piano di affido locale degli animali con +3 anni a privati mediante erogazione di euro 30 mensili di vettovagliamento o medicinali al fine di ridurre i costi a carico dei Comuni per almeno 5 anni o di un premio di adozione forfetario di euro 100 annuale per lo stesso periodo previa presentazione di un dichiarazione di veterinario ASL che attesti annualmente lo stato di detenzione dell’animale affidato e delle regolari profilassi

— stesura di Regolamenti comunali per gli animali che prevedano l’obbligo di sterilizzazione anche per i privati, il censimento, e la microchippatura nonché il divieto di detenere allevamenti privati non denunciati o di detenere animali in condizioni non etologiche

— costituzione di un ufficio Tutela Animali della Comunità con guardie ecozoofile volontarie per il controllo del territorio, la prevenzione ed eventualmente la stesura di verbali da trasmettersi agli Enti preposti per le erogazione delle sanzioni previste
— costituzione di un fondo regionale di raccolta delle entrate delle sanzioni da destinarsi a coprire le spese di controllo del territorio, degli interventi urgenti e delle sterilizzazioni e profilassi annuale

Trattandosi di esborsi limitati e di snellimenti burocratici un protocollo d’intesa siglato tra gli interessati, permetterebbe di porre la parola fine ad una situazione che si trascina da anni.
La costruzione di ogni nuovo canile richiederebbe almeno euro 500.000 di stanziamento e tempi non inferiori ad un anno
Valutando l’impegno contrattuale dei singoli Comuni e delle Comunità si evince uno stanziamento immediato limitato a Comune per saldare il pregresso e non superiore allo standard italiano per il mantenimento;  cifra destinata a ridursi mediante i piani di affidi.

La valutazione di convenienza finanziaria non lascia adito a dubbi ed anche quella amministrativa si rileva molto contenuta; quella politica è lasciata ai singoli interessati.

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