Vendita illegale di animali protetti a Palermo

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PALERMO, AL MERCATO BALLARO’ IMPERA L’ILLEGALITA’: CENTINAIA DI ANIMALI PROTETTI MESSI IN VENDITA La LAV e la LIPU chiedono l’intervento delle Forze di Polizia
Commercio abusivo di fauna a Palermo, nuovo sopralluogo ed ennesima conferma: domenica scorsa i volontari di LAV e LIPU si sono recati presso il mercato di Ballarò riscontrando una rinnovata ed ancor più florida presenza di bracconieri. Come ogni domenica mattina venivano esposti per la vendita  centinaia di uccelli appartenenti a specie protette dalla legge. "Tutti gli animali – hanno dichiarato Alida Sacco e Giovanni Cumbo, responsabili cittadini di LAV e LIPU – vengono  catturati in natura con metodi traumatici. Purtroppo – hanno aggiunto i due Responsabili – gli ultimi  interventi delle Forze dell’Ordine risalgono alla mattina del 16 marzo scorso, quando furono sequestrati ben 300 cardellini. Da allora non è successo più niente e nel mercato di Ballarò sono stati venduti migliaia di animali tutti  protetti dalla legge" LAV e LIPU hanno così deciso di coinvolgere direttamente il Prefetto di Palermo facendogli pervenire un dettagliato esposto inviato anche all’attenzione del Questore, del Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante della Polizia Municipale e dei dirigenti del Corpo Forestale della Regione siciliana.  Secondo i responsabili cittadini di LAV e LIPU, l’avvento della stagione autunnale, comporterà l’arrivo massiccio di stormi di piccoli uccelli provenienti dal Nord Europa. E’ il business invernale degli uccellatori il quale sostituisce la cattura dei migratori primaverili e quello dei nidiacei prelevati direttamente al nido, tipico – invece – della bella stagione. La legge italiana considera questi animali come patrimonio indisponibile dello Stato. L’esercizio di forme di caccia vietate dalla legge, come l’uccellagione, rappresenta un ulteriore grave contributo al depauperamento della fauna selvatica. I piccoli uccelli vengono catturati facendo scattare una rete a maglie fitte la quale provoca spesso la morte del 50% degli animali. Quelli che in effetti arrivano a Ballarò rappresentano una percentuale minima degli animali catturati.Oltre ai reati venatori – hanno aggiunto Alida Sacco e Giovanni Cumbo – va sottolineato come le aberranti condizioni di detenzione (tra cui le gabbie del tutto insufficienti finanche ai loro minimi, indispensabili movimenti) comportino la piena violazione della legge sul maltrattamento di animali, fatto questo punito anche con la carcerazione. Non si capisce come a Ballarò i numerosi bracconieri, più volte condannati per vari reati, possano tranquillamente riunirsi ogni domenica mattina rischiando al massimo una denuncia ogni 10-12 mesi"

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